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Crescita

Stili educativi e bullismo, quando la ribellione nasce in famiglia

La ribellione nei bambini può nascere in famiglia e trasformarsi in bullismo fuori casa. Vediamo come riconoscere e arginare la violenza nei nostri figli

E se il vostro bambino fosse un bullo? Scoprire che i propri figli si comportano in modo violento fuori casa, che si “divertono” a tormentare i coetanei più fragili, che li prendono in giro o usano la prepotenza e la prevaricazione per isolarli e umiliarli, potrebbe essere uno shock per i genitori, eppure si tratta di un’evenienza che può capitare anche nelle migliori famiglie, come si dice in questi casi.

Tuttavia, se dicessimo che un bambino diventa bullo “da solo”, nel senso che nonostante un’educazione impeccabile alla non violenza e al rispetto degli altri ricevuta in casa, in modo del tutto indipendente dalla volontà e dell’impegno dei genitori, “inclina” verso la violenza, sarebbe una grande falsità.

se un bimbo diventa bullo, sicuramente possono concorrere tanti fattori ma il principale ha che vedere con ciò che il piccolo vive e vede in casa. Spesso il bullismo scaturisce da una grande ansia e insicurezza del bambino, che pertanto usa magari la sua forza fisica e la violenza verbale per affermarsi fuori casa laddove in famiglia si sente poco considerato.

Bambini trascurati, poco ascoltati, bambini che non vengono adeguatamente valorizzati dai genitori o che si sentono “schiacciati” tra fratelli e sorelle più considerati e lodati (figli “panino”), possono covare dentro una grande rabbia, che esplode fuori casa, in genere a scuola, proprio in atteggiamenti aggressivi di bullismo.

In questi casi i bambini e i ragazzi cominciano a circondarsi di coetanei a loro volta deboli o con lo stesso tipo di energia distruttiva da sfogare, e a formare della vere e proprie “bande” che traggono la loro sicurezza e il loro “status” di superiorità (che in realtà nasce solo dalla paura, non certo dal rispetto), attraverso atti di violenza.

Insomma, davvero un quadro a dir poco inquietante. Come anticipato, spesso il bullismo nasce in famiglia e non necessariamente in ambienti già degradati, dove valga la legge del più forte e il bambino apprenda solo queste modalità di comportamento. Come possono i genitori capire che il proprio figlio sta scivolando verso la pericolosa china del bullismo?

Bisogna iniziare ad osservare con occhi attenti e lucidi il proprio bambino, se poi esiste il sospetto che si comporti in modo violento a scuola è necessario interpellare anche gli insegnanti ed eventualmente i genitori dei compagni di classe.

E’ cruciale, poi, scoprire se all’origine della sua ribellione ci sono sentimenti di rabbia nascosta, di frustrazione, di tristezza, di paura. Per attuare comportamenti civili, il bambino deve infatti imparare a convivere con i suoi sentimenti negativi, e per questo ha bisogno di “farli emergere” e trasformarli in emozioni gestibili con la ragione.

Il bullo è spesso solo un insicuro, che “placa” la propria paura aggredendo gli altri. Pertanto il bambino deve avere la possibilità di esprimere in altro modo i suoi sentimenti, anche quelli più distruttivi, e ha bisogno, per poterlo fare, dell’aiuto, della comprensione e del supporto di mamma e papà. Ma talvolta, questo può non bastare, e il ricorso alla consulenza di uno psicologo infantile può diventare risolutivo.

I bambini devono poi imparare a diventare empatici, quindi bisogna insegnare loro a mettersi nei panni degli altri, in modo che “sentano” quanto possano far male non solo un pugno o uno spintone, ma anche le parole offensive e le canzonature (violenza verbale). Il bullismo è una pratica molto grave, i vostri figli devono diventarne consapevoli e devono essere puniti per il male che fanno agli altri, ma al contempo devono capire per quale ragione è sbagliato usare la violenza, sia fisica che verbale.

Naturalmente l’esempio in casa è cruciale, perché, come abbiamo detto, spesso un bullo è solo un bambino che non riceve le dovute attenzioni e coccole da mamma e papà, che si sente trascurato. Pertanto, oltre a promuovere in famiglia comportanti non violenti, oltre a evitare urla, prevaricazioni, minacce e insulti, i genitori devono dare ai loro figli tutta l’attenzione di cui necessitano per crescere e diventare persone equilibrate ed empatiche, ascoltandoli, cercando sempre una comunicazione fruttuosa, fornendo regole di comportamento chiare e condivise, e soprattutto premiando i figli quando fanno “i bravi”.

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Foto| via Pinterest

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