Come orientarsi a proposito del numero dei pasti quotidiani per il nostro bebè in fase di svezzamento? Se decidiamo di mettere in pratica i consigli dell’OMS e dei pediatri italiani, e quindi di introdurre le prime pappe diverse dal solo latte (materno o formulato che sia), nell’alimentazione del nostro bambino neonato a 6 mesi, come dobbiamo regolarci?

Ebbene, consideriamo che il bambino a questa età è ancora, prima di tutto, un lattante, ovvero il latte, specialmente se materno, rappresenta comunque la sua principale fonte di nutrizione che non solo gli fornisce le sostanze necessarie per crescere in modo regolare ed equilibrato, ma protegge la sua salute, perché in esso sono presenti anche gli anticorpi della mamma.

Detto questo, una volta varcata la soglia dei sei mesi di vita, il piccolo necessita anche di altro genere di principi nutritivi che può trovare solo nei diversi cibi che poi diventeranno la sua unica fonte di sostentamento, nel momento in cui smetterà di poppare.

Lo svezzamento è un momento delicato che va gestito con gradualità, in modo che il bambino abbia la possibilità di abituarsi ai nuovi sapori e alle nuove consistenze in modo soft, e soprattutto in modo da evitare il rischio che sviluppi allergie o intolleranze alimentari, o che rigetti alcuni alimenti.

Per questa ragione i pediatri consigliano, proprio in principio di svezzamento a sei mesi, di cominciare con un solo “nuovo” pasto al giorno, il pranzo, proponendo al bebè la prima pappa a base di brodo vegetale, crema di cereali e omogeneizzato di carne, più qualche cucchiaino di frutta grattugiata (mele o pera ad esempio).

In questa fase il bebè deve ancora bere soprattutto latte (contate circa 4 poppate al giorno). Dopo il compimento del settimo mese, o anche oltre se il bambino fatica ad abituarsi ai nuovi sapori, potete introdurre una seconda pappa per cena, al posto dell’ultima poppata.

Lo schema dei pasti giornalieri del bambino nei primi tempi dello svezzamento lo fornisce alla neomamme il pediatra, quindi per evitare di iper nutrire il piccolo, o, al contrario, di non nutrirlo a sufficienza, meglio evitare il fai da te e seguire sempre i consigli degli esperti.

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Foto| via Pinterest

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