Parto in casa con il kit fai da te, la rivoluzione della mamme olandesi

Il parto in casa in Olanda è estremamente comune, non a caso a pochi giorni dalla nascita le mamme ricevono un kit con tutto il necessario.

Una volta si partoriva a casa, era una cosa normale. La medicalizzazione del parto è diventata una vera e propria routine negli anni Ottanta e oggi c’è un’inversione di marcia. Come mai? Dopo anni di studi e a volte di procedure non necessarie, si è tornati a sostenere che la nascita di un bambino – in assenza di patologie – è un evento fisiologico e quindi naturale. In Italia, il parto in casa è poco praticato, non perché non sia una scelta fattibile, ma perché mancano gli operatori sanitari (soprattutto le ostetriche) a domicilio.

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In Olanda la situazione è molto diversa. Poco prima di partire, la mamma riceve a casa un box. Si tratta di una scatola con garze, lenzuola di plastica, pannoloni, gel disinfettante per le mani, assorbenti materni, detersivo delicato per i panni, ovatta e un pupazzo bianco per il bebè con una luce. È un kit per affrontare il parto in casa. Ovviamente, arriva a chi ha un’assicurazione sanitaria, che è in questo Paese è obbligatoria. Se il pacco non viene utilizzato perché la mamma ha necessità di andare in ospedale, viene poi donato a un onlus.

Certo qui la situazione è molto diversa: un parto su tre avviene in casa, dove ostetrica, puericultrice e un operatore sanitario aiutano la mamma durante la nascita ma anche nei giorni successivi. L’obiettivo è rendere il parto meno medicalizzato possibile. Quali sono i presupposti per il parto in casa? La donna deve essere a basso rischio, deve essere in buona salute, deve essere in posizione cefalica e il travaglio deve partire spontaneamente. Inoltre, l’ospedale deve distare al massimo 30 minuti da casa e il parto deve essere seguito da un paio di ostetriche.

Via | LaStampa

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