Neonato con glicemia bassa, quali sono i rischi?

Come si affronta la glicemia bassa nei neonati e soprattutto quali sono i rischi per il bambino? Ecco in che cosa consiste l’ipoglicemia e l’eventuale terapia.

La glicemia bassa o ipoglicemia si manifesta con una certa frequenza nei neonati prematuri o di peso basso, a causa delle scarse riserve di glicogeno. La glicemia bassa purtroppo può riguardare anche gli altri bimbi che hanno subito una malnutrizione intrauterina o semplicemente che non sono riusciti ad attaccarsi al seno immediatamente dopo il parto, magari per semplice pigrizia, per un’impostazione sbagliata o perché alla mamma è tardata la montata lattea.

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Come si manifesta? In realtà molti bambini non hanno sintomi, altri invece possono essere irritabili, avere delle crisi di apnea, delle convulsioni, della sonnolenza letargica. Sono considerarsi anche sintomi apatia, flaccidità, ipotonia, coma, instabilità vasomotoria, suzione debole o rifiuto ad alimentarsi. Purtroppo va curata tempestivamente perché può causare un danno neurologico. Come si cura? La terapia prevede una flebo di soluzione glucosata al 10%, 5 ml/kg in 10 min. Si sospende l’infusione quando le condizioni generali del bambino risultano migliorate e soprattutto riprende ad alimentarsi correttamente.

La gestione dell’ipoglicemia continua con l’allattamento al seno (all’incirca ogni 2-3 ore), il latte materno spremuto o con sostituti del latte materno (latte materno di banca pastorizzato, formule elementari, formule a base di idrolisati non spinti, formule di routine). Si consiglia poi di ricontrollare i valori della glicemia prima e dopo le poppate per verificare che si siano stabilizzata la situazione.

Via | Msd Italia; Aicpam

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