La fase espulsiva del parto: che cosa succede e quali sono i rischi

La fase espulsiva è quella che permette al bambino di vedere la luce: che cosa avviene e quali sono gli eventuali rischi.

Setticemia-post-parto

La fase espulsiva è la fase conclusiva del parto. Per correttezza è quella che permette al bambino di vedere la luce, ma come abbiamo sappiamo la donna deve ancora affrontare il secondamento, ovvero l’espulsione della placente. L’espulsiva è sicuramente la fase più faticosa e anche quella più dolorosa, perché il bimbo, attraversa il canale del parto per vedere la luce.

C’è però una cosa che ci deve consolare e dare coraggio: rispetto al travaglio dura poco (dai 20 minuti al massimo un’ora). Inizia, infatti quando la dilatazione è completata (10 cm). Le contrazioni in questo momento sono molto più forti e la donna sente l’esigenza di spingere. Il segreto per evitare le lacerazioni è farlo solo quando c’è la contrazione. Non preoccupatevi, con voi ci sarà un’ostetrica che vi aiuterà in questa “danza”.

La fase espulsiva è anche la fase in cui forze sembrano mancare ed è normale, soprattutto se il travaglio è stato lungo. La gioia di conoscere il proprio piccolo però dà a tutte ancora la giusta energia. In diverse occasioni, inoltre, abbiamo anche detto che il corpo ha una memoria del parto: se quello che state per partorire non è il primo figlio, probabilmente, il tutto sarà più rapido e indolore.

Quali sono i rischi della fase espulsiva? Ovviamente il bambino potrebbe essere incanalato male o la dilatazione potrebbe non essere sufficiente. Per evitare la lacerazione del perineo, potrebbe essere necessaria l’episiotomia.

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