Gioco euristico: quale è il significato e a che età farlo

Il gioco euristico, come è facile dedurre dal nome (proveniente dal greco), ha come obiettivo quello di aiutare il bambino a "scoprire". Ecco perchè basa la sua azione non tanto sul successo dello stesso, quanto sulla sperimentazione da parte dei piccoli, i quali vengono dotati di una serie di oggetti di diverso tipo e di comune utilizzo. Non si tratta, tuttavia, di un gioco specifico ma di una fase relativa alla crescita ed allo sviluppo del bambino.

Naturale evoluzione del cestino dei tesori che, come abbiamo visto, è rivolto ai piccoli tra i 6 ed i 10 mesi, il gioco euristico è adatto a quelli di età compresa tra i 12 ed i 24. Consiste, in concreto, nel fornire ai piccoli degli oggetti di diverse dimensioni e materiali con i quali potranno giocare scoprendone ed azzardandone l'utilizzo, ma senza l'intervento degli adulti: insomma, dovranno essere lasciati totalmente liberi di esplorare.

Durante il gioco potranno così maneggiare gli oggetti, spostarli, sceglierne alcuni e lasciarne da parte altri, disporli l'uno accanto all'altro, sovrapporli, spingerli, farli rotolare ed ancora paragonarli tra loro. Tra questi potrete scegliere per i bimbi degli oggetti facilmente reperibili in casa come delle palline, dei tappi di sughero, delle mollette, dei tessuti di diversa fattura, ed ancora delle scatole che possano fungere da contenitore e tanto altro.

Il lasso di tempo che va dai 12 ai 24 mesi di vita del bambino è caratterizzato da un forte interesse per la scoperta dell'ambiente circostante e di ciò che ne faccia parte. Il gioco euristico mira a coinvolgerne e stimolare i sensi facendo leva sulla loro curiosità.

Foto | via Pinterest

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