Pressione bassa in gravidanza: i sintomi, i rischi e i valori di riferimento

Quali sono i valori che indicano la pressione bassa in gravidanza e come bisogna affrontare il problema.

La pressione bassa in gravidanza è un fenomeno abbastanza comune. Va tenuto controllato ma in linea di massima non c’è da preoccuparsi, a differenza di quella alta. Come si manifesta un abbassamento di pressione? Con giramenti di testa e vertigini, stanchezza, ansia, tachicardia e senso di spossatezza.

L’ipotensione è una condizione benigna e, seppur fastidiosa, può accompagnare la mamma per tutti i nove mesi. Quali sono i valori di riferimento? Valori considerati normali equivalgono a 80/120 mm Hg, mentre si parla di pressione bassa quando si scende sotto i 60/100 mm Hg. Questa condizione è dovuta principalmente agli ormoni, progesterone e estrogeni, che riducono l’elasticità dei vasi sanguigni. Inoltre, lo sviluppo del pancione e quindi del feto, rallenta la circolazione: il sangue fatica ad arrivare al cuore.

L’ipotensione in gravidanza può diventare un problema in caso di anemia sideropenica (da carenza di ferro): vi conviene parlane con il ginecologo perché potrebbe essere necessaria un’integrazione.

Come fare? Sicuramente la cosa migliore è controllare i valori. Se non avete la macchinetta digitale a casa, andate in farmacia. Cercate poi di non affaticarvi molto, prendetevi delle pause e state con le gambe sollevate per favorire il ritorno venoso. Bevete molta acqua ed evitate gli sbalzi termici, soprattutto il gran caldo. Un altro accorgimento può essere quello di evitare di alzarsi troppo velocemente.

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