Educazione del bambino: le parole dimenticate

La buona educazione inizia con l’apprendere le parole cortesi: lo spiega l’esperta Maria Pedone.

educazione parentale

L’educazione del bambino inizia con il rispetto e l’apprendimento di alcune parole, diciamo magiche, come ciao, grazie, per favore o prego. Sono tutte espressioni che sembrano dimenticate e che ovviamente rendono i nostri piccoli degli adulti maleducati. Questo quanto ha spiegato la psicologa e giornalista Rai Maria Pedone che ha scritto il libro Elogio alla Buona Educazione - Riscoprire le buone maniere per riportare l'armonia nella nostra vita (Franco Angeli).


“La buona educazione manca in tutti i contesti, nella vita reale come pure sul web. Dove però la sua mancanza fa più danni è la scuola, perché i professori, anche i più autorevoli, fanno fatica ad imporre la disciplina, il rispetto dell'autorità e quello degli altri”.

Ha commentato la Pedone all'Ansa.

"Ai bambini, non si sa perché, oggi tutto è permesso. Invece, per crescere bene e serenamente i bambini hanno bisogno di limiti, regole e di consolidare buone abitudini di comportamento. I genitori, rinunciando al loro ruolo di educatori, finiscono per vivere un quotidiano inferno alla mercé del loro piccolo tiranno. Per non parlare di tutti gli altri adulti, costretti a subire la maleducazione dei più piccoli senza poter intervenire, altrimenti mamma e papà si potrebbero offendere".

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