Acido folico in gravidanza: esistono delle controindicazioni?

Ecco quali sono le eventuali controindicazioni rispetto all'assunzione dell'acido folico in gravidanza

Acido folico in gravidanza: esistono delle controindicazioni?

Sappiamo bene come l'acido folico (vitamina idrosolubile del gruppo B, noto anche come vitamina B9) risulti fondamentale per la crescita ed il corretto sviluppo del feto nonchè per la prevenzione di alcune anomalie gravi, come la spina bifida e l'anencefalia, tanto da essere oggetto di integrazione precedentemente e durante la dolce attesa.

Non si fa altro che elogiare l'importanza dell'acido folico in gravidanza: ma esistono delle controindicazioni riguardanti la sua assunzione?

Ferma restando l'indubbia utilità prima, durante e immediatamente dopo l'attesa di un bambino, si deve sottolineare come sia indispensabile rispettarne le dosi massime consigliate, che ammontano a 400 mcg durante la gravidanza ed a 300-350 mcg durante l'allattamento.

Ciò non toglie il fatto che, in particolari e verificati casi, il medico possa modificarne le quantità, specie in presenza di gravi carenze.

Ciò premesso, le controindicazioni legate all'assunzione di acido folico in gravidanza (probabilmente dovute ad un sovradosaggio) sono veramente irrisorie e possono riguardare sbalzi di umore, irritabilità o irrequietezza, insonnia oltre che qualche piccolo problema digestivo.

Il discorso cambia laddove si sia intolleranti all'acido folico sintetico: in tal caso dovrà essere il medico ad appurarlo ed a trovare la soluzione adatta al caso specifico.

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