La filastrocca sull'apostrofo di Gianni Rodari

Ecco come un apostrofo messo al posto sbagliato può trasformare un lago in un ago: la filastrocca di Gianni Rodari da insegnare ai bimbi

La filastrocca sull'apostrofo di Gianni Rodari

Una delle prime difficoltà nelle quali i bimbi si imbattono nell'ambito dell'apprendimento della grammatica italiana riguarda l'utilizzo dell'apostrofo.

Un segno ortografico talmente piccolo eppure così importante che, da solo, può cambiare addirittura il senso di una parola.

Saperlo collocare al suo posto rappresenta una capacità che i bimbi acquisiranno con la pratica, ma nel frattempo, perchè non iniziare a farli familiarizzare con esso?

La filastrocca di Gianni Rodari "L'ago di Garda" è dedicata proprio all'apostrofo. Racconta la storia di uno scolaro non proprio bravissimo che trasformò un lago in un ago collocandolo dove non serviva.

Ecco, di seguito, il testo della filastrocca che porta la firma di un grande autore.

L'ago di Garda


C'era una volta un lago, e uno scolaro
un po' somaro, un po' mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.

“Oh, guarda, guarda”
la gente diceva
“l'ago di Garda!”
“Un ago importante:
è segnato perfino sull'atlante”.

“Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?”
“E dove si specchierà la luna?”
“Sulla punta si pungerà,
si farà male…”
“Ho letto che si naviga un battello”.
“Sarà piuttosto un ditale”.

Da tante critiche punto sul vivo
il mago distratto cancellò l'errore,
ma lo fece con tanta furia
che, per colmo d'ingiuria,
si rovesciò l'inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.

Foto | Via Pinterest

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