Nuoto neonatale: esistono delle controindicazioni?

Il nuoto neonatale apporta numerosi benefici ai piccoli: ma è totalmente privo di controindicazioni?

Nuoto neonatale: esistono delle controindicazioni?

Quando si parla di nuoto neonatale, non si fa altro che elogiare i fattori positivi dai quali i piccoli nuotatori possono trarre vantaggio. Ma è davvero tutto rose e fiori? Da tale attività derivano solo benefici o esistono delle controindicazioni in merito?

Premettendo il fatto che il movimento effettuato a contatto con l'acqua rappresenti un'abitudine positiva per il benessere psicofisico di adulti e bambini, ci sono alcuni elementi da dover necessariamente valutare e che riguardano, da un lato, gli eventuali impedimenti di carattere personale, dall'altro i rischi connessi all'ambiente acquatico.

Prima di iscrivere il piccolo ai tanto diffusi corsi di acquaticità, sarebbe bene verificarne lo stato di salute, ovvero accertarsi non vi siano in essere situazioni cliniche ostative come patologie a carico del sistema respiratorio o cardiovascolare.

Nel caso di assenza di impedimenti di tale natura, bisognerà assicurarsi del perfetto stato di igiene dei luoghi. Sappiamo come la pulizia delle piscine viene effettuata attraverso la clorazione. Il cloro, nonostante sia parecchio efficace, non elimina tutti gli agenti patogeni potenzialmente responsabili di alcune infezioni. Non solo: seppur non nocivo per la pelle e per i capelli dei piccoli, in quantità eccessive può provocarne la secchezza. Nulla che non possa essere contrastato con una lunga doccia con acqua pulita ed una buona idratazione con una crema specifica al termine della sessione.

Viene da sè come, prima di avvicinare il piccolo al nuoto neotale risulti indispensabile accertarsi di ogni singolo fattore di rischio per la sua salute: parlatene sia con il pediatra che con gli istruttori e con lo staff tecnico: riuscirete così a sedare i vostri dubbi e le vostre incertezze a riguardo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail