L’homeschooling fa bene o male ai nostri ragazzi? Gli esperti lanciano l’allarme su un fenomeno in grande crescita, soprattutto in Inghilterra, Francia e Spagna. Mentre in queste ore molti studenti italiani stanno tornando sui banchi di scuola, per alcuni di loro non suonerà la campanella. Sono gli homeschoolers, i minori che non vanno in una scuola pubblica o in una scuola privata, ma studiano a casa.

In Italia sono 1500 bambini, contro i 2 milioni degli Stati Uniti, i 70mila dell’Inghilterra, i 3mila della Francia, i 2mila della Spagna. In Italia spetta comunque alla scuola pubblica vigilare “sull’adempimento dell’obbligo di istruzione per gli alunni in istruzione parentale“: i genitori possono tracciare il percorso formativo dai 6 ai 18 anni. Ma gli esperti cosa ne pensano?

Miolì Chiung, psicologa esperta in disturbi dell’età evolutiva e dell’apprendimento, pone l’accento su alcuni aspetti negativi:

I bambini che non si approcciano al mondo della scuola e ad un contesto sociale esterno alla famiglia subiranno le ripercussioni psicologiche ed emotive dovute all’incapacità di confrontarsi con la frustrazione e gli insuccessi. Saranno bambini iperprotetti da una figura familiare costantemente presente, incapaci di sperimentare la scoperta del mondo in modo autonomo. E la mancata conoscenza delle differenze sociali, economiche e religiose non permetterà loro di strutturare un pensiero critico.

La psicologa poi aggiunge:

Circostanza imprescindibile per migliorare l’autostima dei bambini è quella di imparare a gestire gli ostacoli, i conflitti, i problemi attraverso strategie di problem solving. Un’altra chiave è quella di conoscere e accogliere la disabilità in un’ottica inclusiva, cosa che a casa non risulta possibile poiché mancano le condizioni necessarie per farlo. La scuola, nonostante le sue grandi pecche, è la prima palestra sociale per i bambini. Per permettere ad un bambino di crescere emotivamente, dobbiamo metterlo nelle condizioni di sperimentare tutto il corollario di stili comunicativi, relazionali e interattivi possibili.

In alcuni paesi anglosassoni l’homeschooling è un modo per proteggere i figli da episodi di bullismo o da esperienze negative vissute nella scuola tradizionale: secondo l’esperta è un errore affrontare il problema evitando di mandare il bambino a scuola.

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