I neonati a 3 mesi fanno ragionamenti logici per immagini

I neonati riconoscono i suoni e, secondo un nuovo studio, sanno anche riconoscere sequenze logiche di immagini.

A Caucasian female infant is asleep in the arms of a pediatrician. The baby is swaddled in a blanket and is wearing a warm cap.

Piccoli, dolci e così fragili. I neonati hanno questo aspetto candido, ma sono una vera forza della natura. A tre e quattro mesi, non sanno parlare, camminare, mangiare, ma riescono a fare ragionamenti logici, estrapolando delle vere e proprie regole, semplicemente guardando delle immagini. A sostenerlo è uno studio, guidato dalla Nortwestern University, che mostra come a questa fase della vita, i piccoli possano essere sensibili a semplici stimoli visivi e non soltanto ai suoni emessi dagli adulti.

Secondo numerose ricerche, a questa età i neonati sono in grado di riconoscere sequenze di suoni, la svolta arriva con questa ricerca che dimostra che anche con le immagini sono in grado di fare la stessa cosa. Affascinante! Laura Sparaci, ricercatrice presso l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ha commentato:

“Il risultato è interessante perché fornisce informazioni sulla percezione visiva dei bambini, ancora poco esplorata. Se esteso ad oggetti, persone e azioni svolte nel mondo reale potrebbe dare indicazioni sui modelli di apprendimento visivo in questa tenerissima età”.

Questo studio ha però un limite (così come le altre ricerche di questo genere), secondo l’esperta, che va tenuto in considerazione.

“Il limite di questo ed altri studi in laboratorio su bambini così piccoli è che la struttura del test comportamentale viene validata svolgendo lo stesso test prima sugli adulti, come è avvenuto in questo caso. Spesso si è costretti ad utilizzare questo metodo poiché non si hanno dati sufficienti sui bambini, ma significa comunque voler misurare le capacità del piccolo basandosi su capacità presenti nella vita adulta, mentre sarebbe preferibile partire dall’universo del bambino”.

Via | La Repubblica

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