Corredino dei bambini: i genitori possono risparmiare il 10% con lo shopping online

Quanto costa un bambino nel primo anno di vita? Tantissimo. L’unico modo per risparmiare e lo shopping online.

Unrecognizable pregnant woman looking baby girl cardigan. Selective foreground focus on baby clothes and shoes

Fare figli costa. Oggi avere bambini è sinonimo di ricchezza, perché mantenerli dal primo giorno di vita ha costi esorbitanti. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa media per mantenere un bambino per nei primi 12 mesi va da un minimo di 7.100 euro ad un massimo di 15.200 euro. Non c’è quindi da stupirsi che in otto anni siano nati in Italia 100mila neonati in meno. Ci sono però segni di ripresa, soprattutto se si guardano i consumi online. Acquistare prodotti per bambini in internet garantisce un bel risparmio.

Quanto si può risparmiare? In linea di massima un 10 percento. Per essere d’aiuto ai genitori, Idealo ha stilato una lista dei prodotti particolarmente convenienti se acquistati online, a partire dai biberon che consentono un risparmio medio del 26,6%, seguiti da pannolini con il 15,0%, seggiolini per auto con il 10,3%, sterilizzatori con il 9,1% e passeggini con il 7,9%.

Non è tutto, se poi imparate a essere dei consumatori un po’ esperti e utilizzate un comparatore prezzi potreste ottenere un risparmio totale di almeno 157 euro. Chi sono i genitori italiani che comprano online? Per quanto riguarda i prodotti di prima necessità (pannolini, passeggini e biberon), gli acquisti sono fatti soprattutto da coppie tra i 25 e i 34 anni al primo figlio, mentre per tutto ciò che riguarda l’intrattenimento, i genitori sono un più grandi, hanno un’età compresa tra 35 e i 44 anni. Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Italia, ha commentato:


“Se il principale motivo che spinge gli utenti ad acquistare online è la ricerca del prezzo più conveniente, un dato che coinvolge il 75% degli intervistati secondo una nostra precedente ricerca, diventa subito chiaro perché l’e-commerce abbia coinvolto anche il settore della prima infanzia, considerato uno dei più cari in assoluto. Se gli alti costi sono una delle barriere che frena le famiglie italiane al concepimento di un figlio, allora possiamo dire che con l’e-commerce stiamo contribuendo all’abbattimento di questo ostacolo, consapevoli che un figlio non deve rappresentare un lusso ma una ricchezza.”

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