La scuola e la famiglia devono tornare a essere luoghi sicuri, luoghi di riferimento per una crescita sana. Questo il messaggio lanciato da Cesvi che proprio in questi giorni ha dato il via alla campagna #LiberiTutti, che si conclude oggi. Daniela Bernacchi, CEO&General Manager di Cesvi, ha commentato:

«Il maltrattamento fisico e psicologico può avere gravi conseguenze sullo sviluppo e sulla condotta dei minori. Condividiamo il pensiero del procuratore presso il Tribunale dei minorenni di Napoli Maria De Luzenberger la quale ha più volte fatto presente che dietro agli adolescenti difficili e violenti ci sono famiglie spesso disgregate; i progetti Cesvi contro il maltrattamento lavorano in diversi contenti, da nord a sud, proprio con le famiglie più fragili e lacerate da situazioni di disagio, aiutandole a ritrovare solidità e a rafforzare quelle figure di riferimento che sono essenziali per la crescita dei figli».

Secondo un report dell’OMS, circa 850 bambini di età compresa tra 0 e 15 anni muoiono ogni anno in Europa a causa di forme di maltrattamento. La maggioranza dei casi di violenza e di abuso si verifica all’interno delle mura domestiche e alla base di questi fenomeni vi è spesso un adulto in difficoltà, inadeguato nel garantire cure fisiche, affettive, intellettive e sociali adeguate, condizionato dai propri problemi, da un disagio psichico o dall’insufficienza di risorse emotive.

«La consapevolezza degli adulti è uno strumento di prevenzione: essere genitori è un’esperienza entusiasmante, ma non certo semplice alcuni comportamenti adottati nei confronti dei figli, anche se in apparenza innocui, sono all’origine di conseguenze più grandi di quanto si possa immaginare».

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