Mamma ipocondriaca: i consigli per gestire l'ansia

Mamma ipocondriaca e in preda all'ansia? Ecco qualche consiglio per ritrovare un po' di oggettività e di calma.

Mamma ipocondriaca

Se solo si potesse scegliere credo che nessuno vorrebbe essere una mamma ipocondriaca, tuttavia un po’ per inclinazioni caratteriali e un po’ perché i figli sono pezzi di cuore, l’ipocondria regna sovrana tra le mamme… chi più chi meno! A volte alcune mamme sono davvero eccessive e trasformano anche un semplice starnuto in qualcosa di grave, altre volte si innesca un sesto senso o un istinto primordiale che ci fa credere che qualcosa non va, alcune volte la vita ci ha segnato talmente tanto che è normale avere paura.

Nella vita ci vuole il giusto equilibrio, non bisogna essere eccessivamente ansiose, ma nemmeno superficiali, bisognerebbe essere in grado di valutare ogni situazione senza farsi prendere dal panico. Facile a dirsi, ma difficilissimo a farsi.

Ma come si fa a gestire l’ansia e a non farsi fagocitare dal terrore?

  • In primo luogo bisogna imparare a essere obiettive, quindi prima di salire sul treno dell’ansia bisognerebbe fermarsi e cercare di guardare le cose per come sono realmente. È difficile, ma necessario.

  • Il secondo passo è fidarsi del bambino, soprattutto se è in grado di esprimersi e se lo conosciamo nelle diverse situazioni in cui sta bene, benino, male e molto male.

  • Avere un compagno, una mamma o un familiare che riporta alla realtà oggettiva è molto importante, perché con pazienza e amore ci può aiutare a ristabilire un equilibrio.

  • Il pediatra deve essere in grado di rassicurare e di aiutare una mamma ansiosa e impaurita. Se non trovate questo tipo di aiuto, cambiate medico, chi vi snobba e vi va sentire visionarie e chi vi manda al Pronto Soccorso ogni settimana, senza un reale motivo, non va assolutamente bene.

  • I bambini sono forti, sopravvivono e guariscono ai malanni di stagione e alle cadute, quindi non fate diventare un’influenza una tragedia.

  • Non tenete i bambini sotto una campana di vetro: devono giocare, sporcarsi, cadere, sbucciarsi le ginocchia e fare tutto quello che noi abbiamo fatto da piccoli.

  • Se avete un tarlo in testa e qualcosa vi sembra strana, non tartassate il bambino, ma piuttosto andate dal pediatra e fugate ogni dubbio.

Foto | iStock

  • shares
  • Mail