Bambini prematuri, i nati prima del termine in Italia sono il 7%

Sono sempre più numerosi i bambini nati prima del termine, ma sono sempre più efficienti e multidisciplinari le equipe mediche che assistono i piccoli e le loro famiglie.

father touching head of a premature baby in a incubator at the Neonatal Intensive Care Unit in hospital

I bambini prematuri in Italia sono il 7% delle nascite totali. È una percentuale molto elevata, che continua a essere in crescita. La buona notizia è che il nostro Paese ha uno dei tassi di sopravvivenza dei piccoli prematuri più elevati del mondo. Elsa Buffone, presidente della Società italiana di neonatologia della Regione Lazio, intervistata dal Corriere della Sera, ha commentato:

“Il parto pretermine è un evento sempre più frequente. Negli ultimi 20 anni le nascite di bambini prematuri sono in aumento e questi neonati rischiano purtroppo di sviluppare alcune malattie poiché parte del loro sviluppo avviene fuori dall’utero. Negli ultimi anni abbiamo messo a punto diagnosi più efficaci basate su controlli molto rigorosi che permettono di riconoscere per tempo eventuali complicazioni”.

Per esempio, uno dei rischi più frequenti del bambino prematuro è lo sviluppo di disturbi del linguaggio. Ecco che diventa fondamentale la presenza di un logopedista nell’equipe di terapia intensiva. Inoltre, è importante che ci sia un gruppo di medici multidisciplinare, dal neonatologo al neuropsichiatra infantile, dal fisiatra allo psicologo, senza dimenticare il fisioterapista, l’oculista e il neurochirurgo e magari un supporto psicologico anche la famiglia. Sara Panizzolo, logopedista all'Unità operativa complessa di Neonatologia e terapia intensiva neonatale all'ospedale Monaldi di Napoli, ha spiegato:

“Si tratta di una figura chiave perché la presenza di un logopedista in terapia intensiva può rivelarsi decisiva per accorciare la degenza o ridurre i possibili disturbi nello sviluppo neuropsicologico del bambino”.

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