Prescolarizzazione dei bambini, iniziare la scuola prima non è sempre un bene

Iniziare la scuola prima è davvero utile: quali sono i pro e soprattutto i contro della prescolarizzazione?

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I bambini vanno sempre a scuola prima. La prescolarizzazione va di moda e non è legata all’interesse del bambino, che non necessariamente dimostra di aver necessità di stimoli in più. È davvero un bene? Secondo alcuni studi americani che hanno messo a confronto le scuole materne orientate alla preparazione accademica con quelle basate su gioco, esplorazione e socializzazione, hanno svelato che in realtà gli effetti della prescolarizzazione sono momentanei.

Preparare i bambini alla scuola già l’ultimo anno di asilo, quello dei remigini, anticipare la data di inizio della scuola obbligatoria, scolarizzarli prima è vissuto dal nostro sistema scolastico come un vantaggio perché li si prepara ad affrontare il passo successivo con più fiducia e competenze.

In realtà togliere tempo al gioco, alla noia e alle attività libere non è poi così utili. I bambini iper-scolarizzati in anticipo risultano tendenzialmente giovani adulti più aggressivi, portati alla lite e al contrasto, poco empatici rispetto a coloro che da piccoli hanno avuto la possibilità di giocare, secondo gli studi americani.

Per lo psicologo e biologo Peter Gray, professore presso il Boston College e autore del best seller in USA “Lasciateli giocare” (Einaudi), il gioco è il mezzo naturale per educare se stessi. Non c’è quindi bisogno di insegnare al bambino a leggere a 5 anni, quando può farlo a 6 o 7. Insomma, la vita è lunga, perché correre? Che fretta c’è?

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