Bambini, il 50% non può fare le vacanze lontano da casa

La metà dei bambini vive in una condizione di povertà tale da non potersi allontanare da casa durante le vacanze estive.

three years old boy with happy smiling mom and dad having fun on summer vacation day in themepark

Le vacanze sono un momento bellissimo per i bambini, che aspettano con ansia la fine della scuola. Molti di loro, più della metà, però, vive in una condizione di povertà e non può fare più di quattro giorni lontano da casa e oltre 3 ragazzi su 5 tra i 15 e i 17 anni di età, quasi il doppio rispetto al 2015, non possono permettersi, per motivi economici, periodi ricreativi e di svago neanche più brevi.

A denunciare la situazione è Save the Children che attesta, nel nostro Paese, un incremento negli ultimi anni delle disparità economiche che impediscono ai minori di usufruire di opportunità ludiche, ricreative e formative durante l’estate, quando in molti casi sono costretti a rimanere in città. Nel 2017, più del 56% dei bambini non hanno potuto trascorre una vacanza di almeno 4 giorni. Antonella Inverno, responsabile policy e area legale di Save the Children, ha commentato:

“Un così alto numero di bambini e adolescenti che anche quest’anno non potranno trascorrere le vacanze estive per un breve periodo lontano da casa dimostra, ancora una volta, la forte correlazione che c’è tra le deprivazioni di carattere economico - che oggi in Italia riguardano più di 1,2 milioni di minori in povertà assoluta – e la perdita, per i ragazzi, di opportunità educative necessarie per il loro futuro. Il tempo estivo dei bambini e dei ragazzi è un tempo fondamentale per la loro crescita e deve essere un tempo ricco di scoperte e di esperienze. Ề dunque quanto mai importante che le città si attrezzino per offrire ai ragazzi luoghi e spazi adeguati dove svolgere gratuitamente attività ricreative, sportive e culturali che altrimenti resterebbero loro precluse. Ề importante anche fare in modo che le scuole, a partire da quelle delle aree più deprivate, mettano a disposizione spazi per l’incontro e per attività culturali e ricreative soprattutto nei quartieri più svantaggiati”.

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