Il bambino è timido? Ecco come aiutarlo a socializzare in vacanza

Non tutti i bambini sono estroversi, alcuni hanno bisogno di un po’ di aiuto per socializzare.

Little girl at the beach, blue and clear sea background

Sono numerosi i bambini timidi, che fanno molta fatica a staccarsi da mamma e papà, soprattutto in un ambiente in cui non conoscono nessuno. Questa è una tipica situazione che si crea durante le vacanze. Ci sono bimbi che, spontaneamente, vogliono prendere parte ai vari miniclub, pur di stare in compagnia, e bimbi che si rifiutano di allontanarsi dai genitori. Silvia Amendola, psicologa dello sviluppo e dell’educazione presso l’Unità Operativa di Psicologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, intervistata da Repubblica, ha cercato di dare qualche consiglio.

"Fra i più riservati ci sono spesso i figli unici, che sono abituati a interagire principalmente con gli adulti. Anche se questa regola non vale sempre: a volte, proprio per le minori occasioni di gioco fra pari i figli unici sono più sfrontati".

I genitori giocano un ruolo fondamentale: possono aiutare i bambini a interagire con altri bimbi, magari – se siete al mare – accompagnandolo in riva al mare a giocare, dove ci sono altri piccoli della stessa età.

“Fermo restando che a questa età il genitore assume ancora un ruolo centrale nel mediare i rapporti, spiegare al proprio figlio i comportamenti degli altri bambini ed eventualmente suggerire delle ipotesi di gioco, come quella dei castelli in spiaggia, e parteciparvi attivamente".

Superata questa fase, con l’inizio delle elementari, il genitori ha un ruolo meno importante. Il primo passo deve essere fatto dal bambino stesso, perché il comportamento del genitore potrebbe essere intrusivo e non giovare alla nascita dell’amicizia.

I genitori molto spesso scelgono vacanze proprio per far socializzare e intrattenere i figli.

"Non bisogna dimenticare che le vacanze rappresentano un momento importante ed unico per il nucleo familiare, per ricompattarsi, per trascorrere del tempo insieme e per condividere esperienze fuori dall’ordinario della routine quotidiana".

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