Oggi 17 novembre è la Giornata mondiale del neonato prematuro

Oggi 17 novembre si celebra in tutto il mondo l'ottava edizione della Giornata mondiale del neonato prematuro

Giornata mondiale del neonato prematuro

Oggi 17 novembre del 2018 si celebra la Giornata mondiale del neonato prematuro, un giorno per celebrare i piccoli combattenti che lottano per la sopravvivenza e che, sin da piccolissimi, si trovano su una strada difficile e tortuosa. Ogni anno nel mondo nascono 15 milioni di bambini prima del termine e di questi un milione non sopravvive, in linea generale circa un neonato su 10 nasce prematuro. La Giornata mondiale del neonato prematuro è nata nel 2011 ed è giunta all’ottava edizione, è stata istituita per sensibilizzare tutti su una realtà spesso sottovalutata, ma che è la quotidianità di tante famiglie.

I genitori dei bambini prematuri hanno cominciato a confrontarsi già nei primi anni duemila, poi nel 2008 alcune organizzazioni nazionali di genitori hanno dato vita a un gruppo internazionale per accogliere e sostenere le famiglie a livello europeo e globale. Nel 2009 è stata istituita la Giornata in Europa e nel 2011 quella Mondiale. Ogni anno il 17 novembre si celebra in tutto il mondo il World Prematurity day,in collaborazione con l’European Foundation for the care of newborns infants (EFCNI – Fondazione Europea per l’assistenza dei neonati).

Il 17 novembre è stato scelto perché nel 2006 uno dei fondatori di EFCNI ha perso i suoi tre gemelli nati prematuri, due anni dopo, il 17 novembre del 2008, è diventato padre di una bambina sana. Dal 2011 in questa speciale giornata si utilizza il colore viola per illuminare strade e monumenti per offrire sostegno e compassione a questi piccolini e alle loro famiglie.

Claudio Fabris, presidente dell’Associazione Piccoli Passi, ha dichiarato:

“Nel mondo circa un bambino su dieci nasce prima della scadenza, cioè entro la trentasettesima settimana di gravidanza. In Italia si calcola sia l’8% dei nati, con un 1 per cento di “gravemente pretermine”, venuti al mondo prima delle 32 settimane”.

Claudio Fabris
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