Sharenting, la moda dei genitori di divulgare sul web le fotografie dei figli

Condividere le foto dei figli sui diversi social network è uno dei passatempi preferiti dei genitori: si chiama sharenting.

Quante volte hai pubblicato la fotografia dei tuoi bambini sui social network. Basta un click e viaggia nel web, per essere vista dai parenti lontani o dagli amici. È un gesto di orgoglio, per alcuni anche una dichiarazione d’affetto. Sono pochi quelli che si fermano a pensare: ma il bambino sarà contento? Perché il bambino sembra non aver voce in capitolo, sembra non avere ancora una opinione. E in questo caso la parola chiave è ancora.

I bambini di 10, 8 o anche più piccoli 7 anni però iniziano ad avere opinioni e percezione dell’io. E che cosa succede? Iniziano a usare il computer con consapevolezza, spesso lo imparano già alla scuola dell’infanzia, sanno leggere e scrivere e si cercano su Google, magari perché un amico ha detto che attraverso Instagram della mamma ha visto una sua buffa foto.

Risultato? Sono imbarazzati dalla moda dello sharenting, ovvero la diffusione di materiale sensibile – come le fotografie dei bambini – online. Secondo i dati, il 92% dei bambini con meno di 2 anni ha un’identità online e il 25% dei bambini ha una vita digitale prima della nascita perché i genitori pubblicano anche le ecografie. Forse è tempo di ripensare il concetto di privacy: si fa tanto per tutelare i minori e poi i primi che non rispettano la vita privata del loro bimbo sono proprio i genitori.

Via | Corriere

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