Nato il bambino con la spina bifida operata in utero prima del parto: primo caso in Europa

Al San Raffaele di Milano è nato il primo bimbo a cui è stata corretta la spina bifida in utero prima del parto.

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I progressi della medicina sono davvero rivoluzionari, al San Raffaele di Milano è nato il primo bambino sano a cui era stata diagnosticata la spina bifida. Grazie a una equipe medica formata da più specialisti e a tecniche d’avanguardia è stato possibile regalare una vita normale e sana a un bambino con diagnosi di spina bifida che è nato proprio in questi giorni. A settembre una donna in gravidanza aveva saputo che in bambino che portava in grembo aveva la spina bifida, a ottobre, a sole 22 settimane di gravidanza e quando il bimbo pesava appena mezzo chilo, si è sottoposta a un intervento di terapia fetale per correggere la malformazione. L’intervento è andato bene e la gravidanza è proseguita senza intoppi. Al momento della nascita il bambino è perfettamente sano e muove regolarmente braccia e gambe.

La correzione completa della spina bifida in utero è una tecnica d’avanguardia che, fino ad ora, non era mai stata eseguita in Europa, l’intervento è durato due ore e l’impatto per la mamma e il bambino è stato minimo.

Interventi come questo aprono nuove strade di fronte a diagnosi che nessuna mamma vorrebbe mai ricevere, permettono di correggere gli errori della natura e di donare una vita sana e felice ai piccoli pazienti. L’operazione è stata possibile grazie a una collaborazione interdisciplinare tra vari medici specialisti: l’intervento è stato coordinato dal professor Candiani e dal professor Pietro Mortini, primario di neurochirurgia, che si sono avvalsi del prezioso aiuto del professore Fabio Andrioli Peralta, un ginecologo ed esperto in chirurgia fetale di San Paolo (Brasile), che è stato colui che ha sviluppato questa tecnica che è stata già utilizzata su oltre 200 pazienti. Per la riuscita dell’intervento sono intervenuti anche ginecologi-ostetrici, neurochirurghi, genetisti, neuroradiologi, anestesisti, neonatologi, neurologi, ostetriche, infermieri e puericultrici, tanti professionisti a disposizione della mamma e del bambino, prima, dopo e durante la nascita.

La spina bifida è una malformazione con un’incidenza media di un caso ogni 1300 bambini, fino a prima di questa tecnica i bimbi venivano operati subito dopo la nascita per cercare di migliorare le condizioni di vita, e spesso a questo intervento se seguivano altri durante l’0arco della vita.

Il professor Candiani ha spiegato:

”Il primato europeo è frutto della combinazione di tre elementi: il ridotto trauma uterino derivante dalla piccola incisione, la correzione definitiva del difetto mediante tecnica microneurochirurgica e l’epoca gestazionale precoce, che permette al feto una rigenerazione in utero”.

Professor Candiani

Il professor Pietro Mortini ha aggiunto:

“I bambini con spina bifida operati in utero hanno una prognosi migliore dopo la nascita e maggiori possibilità di recupero rispetto a quelli operati da neonati perché, dopo l’intervento di correzione completa del difetto, il processo di riparazione prosegue nelle settimane successive di gravidanza e porta verso la normalità le strutture e le funzioni neurologiche del bambino”.

Pietro Mortini

Un intervento ben riuscito non risolve tutto e purtroppo non sempre le tecniche possono essere applicate a tutti i casi, ma è una speranza concreta che può cambiare la vita a migliaia di bambini e alle loro famiglie. Confidiamo che la ricerca vada avanti e che possa aiutare tutti ad avere una migliore qualità della vita.

via | ilsole24ore
foto | pixabay

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