Mononucleosi nei bambini: quali sono i sintomi e come si cura

Capitano spesso piccole epidemie di mononucleosi nelle scuole materne. In che cosa consiste, come si manifesta e si cura questa malattia?

La mononcleosi, nota anche come malattia dei baci, è molto frequente nei bambini piccoli, soprattutto se frequentano l’asilo. Il virus responsabile dell’infezione è un parente stretto del comune Herpes labialis, ovvero l’ Epstain Barr (EBV).

La trasmissione avviene perlopiù attraverso la saliva (ecco perché il riferimento al bacio), ma talvolta ci si può ammalare anche mangiando da posate non abbastanza pulite o bevendo da un bicchiere non adeguatamente igienizzate. Tutte cose che possono succedere alla materna. Come si manifesta? La mononucleosi fa la comparsa diversi giorni dopo essere stata contrattata (da due settimane a un mese) e i sintomi sono febbre, anche alta, che va e che viene, linfonodi ingrossati sul collo, milza e fegato ingrossati.

Molto spesso è scambiata per influenza, perché compare con un malessere generico, stanchezza, nausea, a volte sudorazione e brividi. Successivamente può far male la gola, a causa anche delle placche, e in alcuni casi si manifesta anche un esantema simile al morbillo. Quanto dura? Da 3 a 6 settimane.

È un’infezione virale, dunque bisogna attendere che la malattia si risolva. Ha un decorso benigno e le complicanze sono davvero rare. Il bambino è infetto nella fase acuta, non per tutto il decorso. Si raccomanda comunque riposo e possibilmente un periodo a casa dall’asilo e dalle attività sportive.

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