Circoncisione nei bambini: quando si fa?

La circoncisione nei bambini si può praticare per questioni igieniche, culturali o per risolvere un problema di salute, chiamato fimosi.

Sindrome del bambino scosso

La circoncisione è una metodica chirurgica molto diffusa tra glie ebrei e in alcune popolazioni africane. Può essere legata alla cultura come può essere richiesta per una questione di salute. Ciò che conta è che sia svolta in un ambiente ospedaliero e non sia pratica a casa, attraverso il fai da te, perché può provocare infezioni gravissime.

Che cos’è? Permette con un piccolo intervento di rimuovere totalmente o parzialmente il prepuzio, il lembo di pelle scorrevole che riveste il glande. Permette di ridurre alcune malattie come le infezioni croniche del glande e il cancro alla testa del pene. Inoltre, gli uomini circoncisi più raramente riescono a contrarre il virus dell’Hiv da una donna sieropositiva. Non ha azioni preventive per le infezioni da contatto come il papillomavirus, la gonorrea o la sifilide.

In Italia non è molto praticata: gli ebrei sono soliti essere circoncisi praticamente dalla nascita, tra i cattolici è difficile che si operi un bambino mentre è più frequente che un adulto possa optare per questo intervento, che viene effettuato da urologi o chirurghi plastici. L’operazione avviene attraverso una procedura standard in regime di day-hospital e, negli adulti, in anestesia locale.

La circoncisione nei bambini, se non ci sono motivi religiosi, si fa quando c’è una fimosi, ovvero un restringimento eccessivo della pelle del prepuzio, che ne impedisce lo scorrimento. In età pediatrica, fino a circa i 3 anni, la fimosi è una condizione abbastanza frequente. Deve essere molto accentuata per scegliere questa strada, altrimenti di solito si tiene il bimbo in osservazione.

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