Enuresi notturna, un problema diffuso che non si deve ignorare

L'enuresi notturna è un problema abbastanza diffuso, soprattutto tra i maschietti. Scopriamo insieme cause, rimedi e qualche consiglio utile.

Enuresi notturna

Fare la pipì a letto è un disturbo abbastanza comune quando si è piccoli, molto presente quando si cerca di togliere il pannolino e nei periodi di forte stress. Quando l’enuresi notturna, o emissione involontaria di urina nel sonno, riguarda i bambini di 7- 8 anni la questione è più delicata e va affrontata nel modo giusto. Un bambino di 7 anni sa benissimo che fare la pipì a letto non va bene, si sente diverso rispetto ai compagni, rinuncia a gite, trasferte e pigiama party perché si vergogna e questo circolo vizioso mette seriamente a rischio l’autostima.

Il controllo degli sfinteri arriva a 5 - 6 anni e cioè quando l’apparato urinario è ormai maturo, quindi episodi al di sotto di questa fascia di età non devono preoccupare. Se però durano anche negli anni successivi o appaiono dal nulla è bene offrire al bambino tutto il sostegno necessario, parlarne in famiglia evitando però di umiliarlo e farlo vergognare.

Tra le cause dell’enuresi notturna ci sono una predisposizione familiare, il mancato risveglio e l’eccessiva produzione di urina di notte a causa del basso livello di un ormone antidiuretico (vasopressina). Questi bambini vanno curati in modo da capire qual è il problema e curarli, in alcuni casi si tratta di vescica piccola che va allargata con alcuni accorgimenti, altre volte si cerca di migliorare l’alimentazione e di fissare delle regole, in altri casi si può pensare anche a una terapia farmacologica a base di desmopressina, un farmaco che agisce sul rene e riduce la produzione di urina durante la notte.

Maria Laura Chiozza, urologa pediatra, esperto senior della Scuola di medicina e chirurgia dell’Università di Padova, ha spiegato:

“Affrontare il problema è cruciale anche per il futuro di questi bambini perché abbiamo visto che l’85 per cento degli incontinenti over 65 sono ex bambini che hanno sofferto di enuresi notturna, ma non sono stati curati. Si pensa erroneamente che questi bambini devono bere poco, ma è vero proprio l’opposto: sei su 10 hanno una vescica piccola e bevendo in media tre bottigliette di acqua povera di calcio (inferiore a 25 mg/l) nell’arco della giornata, smettendo due ore prima di andare a letto, si aiuta ad allargare la vescica, portandola alla massima capacità. I bambini che fanno la pipì all’ultimo momento non sono pigri o troppo presi dai videogiochi questa è solo una interpretazione degli adulti. L’urgenza non si presenta con squilli di tromba: la contrazione instabile del muscolo detrusore parte senza preavviso. È un problema, non colpevolizziamo i nostri figli ma aiutiamoli”.

Maria Laura Chiozza

Foto | pixabay
Fonte | corriere

  • shares
  • Mail