Gemelline siamesi, il papà: "Rimarranno insieme, non deciderò quale morirà"

Marieme e Ndeye sono due gemelline siamesi di tre anni che non si possono separare senza che una delle due muoia sotto i ferri. Sono le protagoniste, insieme al papà Ibrahima Ndiaye, del documentario "The Conjoined Twins: An Impossible Decision".

Gemelline siamesi

Ibrahima Ndiaye sta vivendo una delle situazioni più brutte e dolorose che possano capitare ai genitori: dover scegliere quale figlia far morire e quale far vivere. Ibrahima Ndiaye è il papà di due gemelline siamesi di tre anni, sono nate in Senegal a Dakar, ma sono state portate a Londra all’ospedale Great Ormond Street di Londra a soli per capire come aiutarle, come separarle e fargli avere una vita più normale possibile.

Le due bambine condividono il fegato, la vescica e il sistema digestivo, hanno ognuna un cervello, un cuore e i polmoni separati, ma in due hanno solo tre reni invece di quattro. La situazione delle due bambine è abbastanza grave perché se si separano una delle due muore, mentre l’altra ha la possibilità si sopravvivere. Il padre si trova di fronte a una scelta impossibile e su questo dilemma la BCC ha prodotto il documentarioThe Conjoined Twins: An Impossible Decision” che è andato in onda proprio in questi giorni.

Marieme ha il cuore molto debole e livelli di saturazione bassi ed è la bimba che, in caso di separazione, andrebbe incontro a morte certa. L’altra bambina, Ndeye è più forte e potrebbe riuscire ad avere una vita normale. Per il papà è impossibile prendere una decisione del genere, come può un padre firmare per un intervento che condannerebbe a morte certa una delle sue due figlie.

Il signor Ibrahima Ndiaye ha raccontato:

“Ero venuto a Londra con tanta speranza. Per quanto difficile sia la situazione, mi dissi, siamo in Gran Bretagna e si troverà una soluzione. Paolo De Coppi (il medico a campo del team), mi ha detto che non avremmo potuto separarle senza perdere Marieme. La luce, la speranza, l’aspettativa: all’improvviso, tutto questo è svanito. Il mio legame con loro è così forte: è stato un momento molto difficile. In queste situazioni, non usi il cervello, ma segui il cuore. Ogni decisione è straziante: ci sono così tante conseguenze. Il Great Ormond Street è stato molto onesto e chiaro con me. Siamo venuti in ospedale come pazienti, ma ora siamo molto più di questo. Considero il team come una famiglia. Non mi sono mai sentito sotto pressione, non mi hanno mai mancato di rispetto. Ndeye è vivace, le piace essere al centro dell’attenzione, mentre Marieme è più calma e premurosa”.

Ibrahima Ndiaye

Il papà ha concluso dicendo:

“So che ci sarà un momento in cui dovranno andare. Ma stanno combattendo e mi stanno anche fornendo un motivo per vivere. Sono la mia ispirazione: dedico tutto a loro. Non le lascerò mai da sole. Devo essere certo di avere dato loro tutto quello che potevo. Sono un uomo fortunato a far parte di questo viaggio. E lo siamo ancora, in viaggio. Non so come andrà a finire”.

Ibrahima Ndiaye

Speriamo che delle due bambine almeno una riuscirà a sopravvivere.

Foto | bbc

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