I genitori italiani sono i meno severi d'Europa

Secondo voi i genitori italiani sono severi oppure no? Ecco cosa svela un recente studio.

Genitori italiani meno severi

I genitori italiani sono i meno severi d'Europa. E dando un'occhiata alla situazione italica fuori dalla porta si poteva intuire. Questo è quello che è emerso durante una ricerca dedicata ai metodi educativi di mamme e papà di diverse nazioni europee. Lo studio, commissionato da My Nametags, azienda leader nella produzione di etichette personalizzabili per bambini, ha deciso di mettere a confronto i comportamenti dei genitori d'Europa con i loro figli con meno di 16 anni di età.

Dallo studio è emerso che i genitori italiani sono sempre meno severi. Sempre meno genitori si dichiarano rigidi se devono punire i loro figli, mentre in altri paesi europei sono decisamente più severi e rigorosi. La ricerca ci svela che non solo i genitori italiani sono i meno severi, ma sono anche quelli che tendono a dare ai figli sin da piccoli maggiore indipendenza. E questo sì che ci stupisce.

In Italia solo il 27% dei genitori intervistati ammette di essere rigido, di essere autoritario, di avere un metodo educativo che non transige quando le regole vengono infrante. Soprattutto a tavola abbiamo regole rigide, più di altri paesi. Il 53% chiede educazione e stare seduti a tavola. E non mancano anche regole per la messa a nanna: la metà segue una routine precisa. Secondo quanto emerso dalla ricerca, le mamme e i papà d'Italia sono meno inclini a dare troppe attenzioni ai loro figli, per renderli più forti, più consapevoli, più autonomi, più indipendenti: il 65% degli italiani, con un 20% in più rispetto a genitori inglesi e francesi. I valori più importanti insegnati sono il rispetto (48%), il comportarsi bene (46%) e il coraggio (38%).

I genitori italiani amano dedicare del tempo a se stessi e al partner, lasciando i figli a nonni e baby sitter, mentre in altri paesi sono meno inclini a farlo. L'80% ammette di prendersi del tempo da dedicare a se stesso, contro, ad esempio, il 66% del Regno Unito.

Foto Pixabay

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