Neonati prematuri: le carezze sono terapeutiche

Un nuovo studio internazionale ha dimostrato che le carezze prolungate di mamma o papà nei prematuri possono ridurre lo stress.

Bambini prematuri

Un carezza, possibilmente prolungata, può ridurre lo stress nei neonati prematuri. A dimostrazione di questa teoria è stato ultimato uno studio, molto interessante, intitolato “Dynamic touch reduces physiological arousal in preterm infants: A role for c-tactile afferents?” e e realizzato da un team internazionale (Ospedale Buzzi di Milano, Università di Milano-Bicocca, Fondazione COME Collaboration di Pescara, Istituto Osteopatia Milano e l’Università John Moores di Liverpool).

Il contatto fisco con i bambini piccoli è risaputo essere molto importante. Sono note, per esempio, la Canguro terapia, dove il neonato viene appoggiato pelle a pelle al genitori, e il massaggio neonatale. Questo studio ha però evidenziato come la semplice carezza possa produrre un miglioramento in diversi parametri fisiologici, quali il livello di ossigenazione sanguigna e il battito cardiaco nei neonati pretermine tra le 28 e le 37 settimane di gestazione.

Il tocco, mirato all'attivazione delle fibre CT (una classe di fibre nervose non mielinizzate), attiva aree cerebrali quali la corteccia insulare posteriore ed è in grado di ridurre l'eccitazione del sistema autonomico, generalmente correlata a stress e dolore. Il professor Alberto Gallace, docente di psicobiologia e psicologia fisiologica dell’Università di Milano-Bicocca, ha spiegato:

«Questi risultati supportano l'ipotesi che l’attivazione delle fibre CT determinata da stimoli analoghi alla carezza, sia il substrato neurobiologico degli effetti benefici osservati nelle terapie basate sulle interazioni tattili neonatali, offrendo importanti informazioni per la loro ottimizzazione in futuro. Più in generale, la ricerca arricchisce le nostre conoscenze sull’importanza dell’interazione tattile per il nostro benessere, già a partire dai primissimi mesi di vita».

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