Maria Montessori, metodo e vita privata

La storia di Maria Montessori, i principi del suo metodo e le incredibili conquiste di questa brillante pedagogista italiana.

Maria Montessori

Maria Montessori è una donna che ha dedicato la sua vita allo studio e a migliorare la vita del prossimo, in particolare dei bambini. È un pilastro della pedagogia italiana e mondiale del Novecento, una delle prime donne a conseguire la laurea in medicina, è uno dei punti di riferimento della Pedagogia scientifica e l’ideatrice delle “Case dei Bambini”. Maria Montessori ha inventato in metodo Montessori ed è riuscita a esportarlo in tutto il mondo.

Maria Montessori, vita privata


Maria Montessori è nata in una famiglia benestante nel 1870 a Chiaravalle, è stata una brillante educatrice, pedagogista, neuropsichiatra infantile, filosofa e scienziata italiana, ha combattuto e sostenuto le battaglie per l’emancipazione femminile e ha lavorato moltissimo per il riconoscimento dei diritti delle persone con deficit, dei poveri e degli sfruttati.

Sin dall’inizio dei suoi studi Maria Montessori si dedica ai bambini, soprattutto quelli più sfortunati, si dedica ai quartieri più poveri di Roma, studia i batteri e le malattie tipiche degli ambienti più disagiati per poter offrire un aiuto reale in queste zone difficili. Parallelamente contribuisce all’emancipazione femminile e partecipa a diversi congressi, lì incontra Giuseppe Montesano, i due si innamorano e mettono al mondo un bambino che chiameranno Mario. Un figlio nato al di fuori del matrimonio è inaccettabile per l’epoca, la madre di Montesano non approva l’unione con Maria Montessori e il bambino viene dato in adozione. Maria Montessori si occuperà sempre della sua istruzione, dopo circa 14 anni si presenta a lui come una zia e alla morte dei genitori adottivi diventa il suo tutore legale. Lei e il figlio seguono insieme il metodo Montessori in giro per il mondo e lavorano insieme per tutta la vita. Solo in punto di morte Maria Montessori gli rivela di essere la madre naturale.

Nel 1907 Maria Montessori apre la prima Casa dei Bambini a Roma nel quartiere San Lorenzo, per togliere i bambini dalla strada, educarli, istruirli e farli crescere in salute. Negli anni del fascismo inizialmente ha collaborato con Mussolini ma solo perché voleva costruire la Casa dei Bambini in varie parti d’Italia, ma poi tutto è naufragato perché lei aveva idee troppo innovative e basate su buoni sentimenti.

Nel 1926 Maria Montessori organizza il primo corso di formazione nazionale che preparava gli insegnanti ad utilizzare il suo metodo, le sue idee rivoluzionarie sono state accolte con entusiasmo ma sono state anche il motivo per cui nel 1934 si è dovuta trasferire all’estero, le sue scuole in Italia e in Germania sono state chiuse e lei è andata a vivere in India.
Maria Montessori torna in Italia sono nel 1946 dopo la seconda guerra mondiale ma subito dopo si trasferisce nei Paesi Bassi dove muore nel 1952.

Metodo Montessori


Il metodo Montessori è una guida all’educazione del bambino dalla nascita all’età adulta, si compone di 4 fasi e in tutte l’insegnante deve fare da mediatore, permettere al bambino di fare e sbagliare e imparare a capire quando deve intervenire e quando farsi da parte.

Il metodo Montessori prevede quattro piani di sviluppo in base all’età del bambino:

  • Dai 2 ai 6 anni bisogna educare il bambino alla vita pratica e alla socializzazione occupandosi prevalentemente di motricità, tempo, faccende di casa, rapporto con la natura, indipendenza, silenzio, linguaggio, numeri, spazio, rumori e suoni, colori, scrittura, autoeducazione.
  • La seconda fase va dai 7 ai 12 anni e in quest’età si ha il passaggio dal piano sensoriale al piano astratto. Si studiano l’acqua, chimica, educazione cosmica, storia, le religioni del mondo, cultura artistica e musicale, scoutismo. Sio ci deve dedicare al lavoro manuale per stimolare la volontà di riuscire e di impegnarsi. L’insegnante deve essere un mediatore ma il bambino deve sentirsi sicuro della sua presenza.
  • La terza fase, quella dell’adolescenza, va dai 12 ai 18 anni ed è il periodo in cui il bambino diventa uomo e membro attivo della società. Si lavora alla vita sociale, alla libertà che va però di pari passo con la protezione, le cure fisiche, l’alimentazione, l’educazione morale e l’espressione personale.
  • Infine c’è il quarto periodo in cui bisogna incoraggiare i ragazzi all’autonomia, alla cooperazione e alla conquista dell’indipendenza economica.

via | enciclopediadelledonne e metodomontessori

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