Razzismo contro un bambino disabile e di colore su un autobus a Genova: "Toglietelo di qua?"

Su un autobus a Genova è andato in scena un triste episodio di razzismo contro un bambino disabile e di colore che era con le maestre e i compagni di scuola.

Razzismo contro un bambino disabile e di colore su un autobus a Genova

Come in uno di quei film in cui si racconta il razzismo, come nella storia di Rosa Parks che però risale al 1955, su un autobus a Genova nel 2019, una signora ha offeso un bambino che era seduto sull’autobus accanto a lei. Il bambino è disabile e di colore ed era su un autobus insieme ai compagni di classe e alle maestre, che prontamente l’hanno difeso. Il silenzio non è accettabile in casi come questo, magari la signora in questione non capirà mai, non metterà mai in dubbio il suo comportamento, ma gli altri bambini possono imparare e capire che davanti a certe cose si deve reagire.

Il razzismo è un problema reale che in fondo non è mai stato sconfitto del tutto ma che, in questi anni, si è acutizzato di nuovo, grazie a una politica che mira a cavalcare odio e disperazione.

“Me lo potete togliere di qua?” ha detto una signora alla Maestra che accompagnava il bambino, insinuando anche che, in quanto extracomunitario, sicuramente non aveva pagato il biglietto. Una tristissima storia di razzismo che si è svolta sotto gli occhi degli altri bambini.

La maestra ha raccontato:

“Succede che sali su un bus con la tua classe, succede che cerchi di sistemare i bambini in modo di averli tutti sotto controllo. Succede che uno di loro finisca vicino ad una signora, lui non è bianco, non è italiano, ed è disabile, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti. Guarda fuori dal finestrino, è felice di essere con la sua classe, noi che lo conosciamo lo sappiamo. «I bambini ci guardano, è difficile essere insegnanti in quel momento, devi proteggerli, non esporli, ma come? Stando zitte per non urtargli l’animo? Poi pensi però allo spazio che il silenzio può lasciare al razzismo e tu sei un’educatrice, pensi a Rosa Park e pensi che era il 1955 e queste cose accadevano tanto tempo fa, non oggi a Genova, nella tua città, con i tuoi bambini”.

Maestra

Il racconto completo potete leggerlo qui, scritto proprio dalla maestra, ma quello che tutti noi dobbiamo capire che allo stato attuale il silenzio non basta più. Bisogna opporsi, difendersi e difendere e prendere posizione, per provare a far ragionare chi ci sta di fronte e chi guarda.

Quando si arriva ad essere razzisti contro un bambino disabile, silenzio e buona educazione non possono più essere sufficienti.

Foto | Pixabay
via | vanityfair

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