Assenza per malattia del bambino da scuola: cosa fare

Assenza per malattia del bambino a scuola: ecco cosa devono sapere i genitori per comunicare assenza e rientro.

malattia del bambino a scuola

Assenza per malattia del bambino da scuola, cosa bisogna comunicare agli istituti? Capita che i bambini si ammalino durante l'anno scolastico e che facciano delle assenze per stare a casa a curarsi e riposarsi. I medici pediatri consigliano ai genitori di non mandare i figli a scuola con la febbre o se hanno tosse o raffreddore troppo forti: innanzitutto per evitare che il contagio di eventuali malattie infettive si diffonda e poi per preservare la salute del bambino, che in caso di malanno ha bisogno prima di tutto di riposare e non uscire di casa.

Se i bambini sono affetti da malattie infettive, è bene sempre fare comunicazione alla scuola che, in modo totalmente anonimo, tramite le insegnanti, le rappresentati di classi o apposite circolari, informerà le altre famiglie in merito alla possibile diffusione di virus e batteri. Così i bambini possono essere controllati meglio. Non è obbligatorio farlo, ma è caldamente consigliato, anche per avvertire della prolungata assenza del figlio e adottare tutte le strategie per evitare di perdere lezioni e compiti, potendo recuperare a casa.

Fino a poco tempo fa, era necessario presentare un certificato medico per il ritorno a scuola dopo cinque giorni di assenza continuativi. Recenti disposizioni hanno rimandato alle Regioni la questione e molte di queste hanno abolito la regola. Meglio informarsi dal medico pediatra, lui sicuramente lo saprà.

Assenze da scuola, esiste un limite massimo?

I genitori, infine, devono sapere che esiste un regolamento per le assenze da scuola, perché durante l'anno non se ne possono accumulare troppe. Il decreto 122 del 22 giugno 2009, ad esempio, stabilisce all'articolo 14 il numero massimo di assenze che se superato, senza documentazioni che attesti motivi seri e gravi, mette a rischio la promozione a fine anno. Ogni studente deve aver frequentato almeno tre quarti dell'orario annuale.

Questo vale soprattutto per medie e superiori. Non vale assolutamente per la scuola dell'infanzia. E di solito non vale nemmeno per la scuola primaria, tranne rari casi, dal momento che si tratta di scuola dell'obbligo.

Foto Pixabay

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