Coronavirus: i ragazzi autistici possono uscire e fare due passi

I ragazzi e i bambini autistici hanno bisogni particolari e anche con l'emergenza Coronavirus ora possono uscire e fare due passi.

Coronavirus ragazzi autistici

Stare a casa, per qualcuno è fastidioso, per qualcuno è pesante, per tutti è difficile. Ci sono famiglie, bambini e ragazzi per cui questa situazione è ancora più difficile, parliamo dei disabili, di chi è malato e di chi è affetto da autismo, per i quali la routine è tutto. Cambiare drasticamente le nostre abitudini è sconvolgente e doloroso ma in alcuni casi può addirittura essere controproducente.

I bambini e i ragazzi disabili hanno una routine che è fondamentale per il loro benessere, hanno rituali e abitudini che sono state conquistate con tempo e fatica che una situazione di quarantena distrugge in pochi giorni, facendo regredire il paziente di anni. Sono situazioni difficili che si reggono su delicati equilibri e dove bisogna valutare bene cosa è meglio, cosa rischia di fare ancor più male del virus.

Nelle città di Treviso, Siena e nella Regione Lazio sono stati emanati dei provvedimenti che permettono a ragazzi autistici di poter uscire di casa, sempre in sicurezza e rispettando le regole base che sono uguali e indispensabili per tutti. Il poter fare una passeggiata, andare nei luoghi di sempre permette a chi è affetto da autismo di ricostruire almeno in parte una specie di routine quotidiana che per loro non è un capriccio, ma autentica linfa vitale.

Le stesse misure sono state adottate anche nelle Marche e in Lombardia perché è importante proteggersi dal virus, ma anche avere una qualità della vita .

Nico Acampora ha dichiarato:

"Non si tratta di fargli fare una passeggiata o di avere un privilegio. Mi sono arrivate personalmente segnalazioni di ragazzi iperattivi, ipercinetici che stanno avendo vere e proprie crisi...che hanno iniziato ad essere aggressivi ed in qualche caso a mordere i propri familiari. Una piccola passeggiata di poche centinaia di metri, rispettando tutte le disposizioni di sicurezza e con un certificato rilasciato dal medico...una vera esigenza psico sanitaria per alcune famiglie niente a che vedere con la passione della corsa."

Nico Acampora

Foto | Pixabay
Via | PizzAut nutriamo l’inclusione e Regione Lazio

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