Telefono Azzurro, il presidente: "I bambini stanno pagando il prezzo più alto di questa pandemia"

La mancanza di certezze per il futuro, la sospensione della scuola e le tensioni in famiglia: i bambini stanno pagando un prezzo altissimo a causa della pandemia.

Una bella intervista al presidente del Telefono Azzurro ha riacceso l’attenzione su quanto sia difficile il momento per i bambini. Ernesto Caffo, professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia, è convinto che la pandemia abbia messo in stand-by la vita dei piccoli, soprattutto di coloro che non hanno ancora maturato il senso del tempo.

“I bambini e gli adolescenti stanno pagando un prezzo enorme a causa della pandemia: basta sottovalutare il loro sacrificio, è ora di pensare alla ricostruzione partendo da loro. Come Telefono Azzurro, abbiamo riscontrato un aumento e un cambiamento delle richieste di aiuto: casi estremi di violenza domestica e sessuale, ma anche un diffuso senso di angoscia e paura per la mancanza di futuro. Serve uno sforzo collettivo per offrire al più presto ai giovani degli spazi in cui potersi incontrare in sicurezza”.

Il bambino coglie del Coronavirus gli effetti della malattia, ma non ha una visione sociale. Certo percepisce le preoccupazioni dei genitori, che magari sono in asia per il lavoro o per la mancanza di certezza per il futuro. E sicuramente il non poter andare a scuola è un problema, non solo per la didattica.

“L’assenza dei servizi educativi è un problema grave che i ragazzi stanno vivendo da tempi troppo lunghi. I bambini soffrono la mancanza dei rapporti con i coetanei. Il mondo digitale non basta: i ragazzi sono abituati anche al contatto fisico, alla condivisione, nella scuola come nell’attività sportiva. Gli spazi del virtuale sono spazi individuali: anche nelle classi online c’è un insegnante che parla e trenta studenti collegati. I ragazzi fanno fatica a seguire una didattica che non è interattiva, non ne capiscono il senso. Per non parlare dei tanti bambini con disturbi dell’apprendimento e altre problematiche, che in questo momento non hanno il sostegno cui avrebbero diritto e sono lasciati completamente fuori dall’aula digitale. Per molti bambini, inoltre, non è facile avere un proprio spazio, una propria autonomia. È necessario che tutti i soggetti della famiglia collaborino, e questo in molti casi purtroppo non avviene”.

È dunque importante coinvolgere i piccoli di più, farli sentire parte attiva di questa società. Intanto, Telefono Azzurro sta lavorando per loro con progetti concreti di ricostruzione.

“Stiamo costruendo canali di contatto per supportare gli insegnanti nell’affrontare alcune problematiche che gli studenti possono trovarsi a condividere con loro. Abbiamo lanciato un programma rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni su YouTube con gli influencer. Stiamo lavorando a stretto contatto col Miur per capire come adattare le tecnologie che abbiamo a disposizione a una generazione di ragazzi che vuole partecipare, essere presente, testimoniare un impegno per il proprio futuro. Dobbiamo riorganizzare la scuola sulla base di quelle che sono le loro esigenze”.

Fonte | Huffpost

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