Pregoressia, tra i disturbi alimentari in gravidanza

Tutto quello che c'è da sapere sulla pregoressia, disturbo alimentare diffuso durante la dolce attesa

Pregoressia, tra i disturbi alimentari in gravidanza La pregoressia, forse non tutti lo sanno, è uno dei disturbi alimentari legati alla gravidanza. Infatti, nonostante si senta spesso parlare di anoressia e bulimia, alla categoria dei disturbi alimentari appartiene anche questo, dal nome probabilmente poco conosciuto. Ma di cosa si tratta?

Cos’è la pregoressia?


Con il termine pregoressia si intende la paura di ingrassare in gravidanza.

Anche se potrebbe sembrare strano, non sono poche le donne che, durante la dolce attesa, vivono l’aumento di peso con paura, tanta da renderle ossessionate dal proprio peso nonostante la delicata e transitoria fase che stanno attraversando e nonostante la priorità del benessere del feto (che dovrebbe essere messo al primo posto).

Oltre che nella paura ossessiva nei confronti dell’aumento di peso, la pregoressia si traduce in un controllo del cibo e delle relative calorie.

Aggravante della pregoressia - il cui nome viene dalla fusione delle parole pregnancy (gravidanza in inglese) e anorexia - è lo stato interessante, e l'instabilità emotiva che ne deriva, che porta alla percezione alterata della propria figura.

Quali sono i sintomi della pregoressia


In quanto ai sintomi, sono facilmente deducili, non si distaccano poi molto da quelli tipici di altri disturbi alimentari.

C’è la mancanza di appetito, il rifiuto del cibo, il vomito provocato, la volontà di mangiare sempre da sole, l’ossessione nei confronti dell’attività fisica ed il costante uso della bilancia (sia per il peso degli alimenti che del proprio), ma c’è anche una manifestazione di distaccamento nei confronti della gravidanza.

L’aumento di peso legato alla crescita di una nuova vita dentro di sé non viene vissuto, come tale, serenamente, ma provoca nella donna un senso di forte disagio.

Le cause sono spesso e volentieri di natura interiore, magari derivano da un conflitto mai risolto con il cibo, ma alla base c’è quasi sempre una forte insicurezza.

Photo | Pixabay

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