Infiammazioni che colpiscono i bambini forse legate al Coronavirus

Sono stati registrati casi sospetti di sindrome infiammatoria acuta nei bambini in Italia e in Inghilterra, forse legati al Coronavirus.

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Ogni Paese cerca di fronteggiare l’emergenza Coronavirus al meglio delle sue possibilità, c’è chi si mostra più cauto come l’Italia e chi sente l’urgenza di ripartire, ma la verità è che non sappiamo cosa abbiamo di fronte e sono tutti tentativi. In Inghilterra si è evidenziata un sospetta sindrome infiammatoria acuta nei bambini, che potrebbe essere legata al Covid-19 e che quindi deve metterci in guardia.

Fino ad ora i bambini sono risultati la fascia meno colpita dall’infezione Covid-19, se i neonati, gli adulti e gli anziani possono essere infettati, i bambini pare essere siano quasi immuni. Un’immunità che li preserva dal dolore fisico ma che sottopone anche loro a molto stress, soprattutto in quei casi in cui i loro genitori sono entrambi malati e i piccoli finiscono in delle case di accoglienza temporanee.

Qualche caso di sindrome infiammatoria acuta nei bambini è stata registrato in un ospedale della zona nord di Londra, per poi diffondersi anche in altre zone del Regno Unito. Questa rapida diffusione ha fatto da campanello d’allarme e anche se i casi sono pochi, con i tempi che corrono, nulla si può sottovalutare. Questi casi sono stati riportati nella rivista scientifica inglese Health Service Journal, anche il ministro della Salute Matt Hancock si è detto molto preoccupato.

Ma cos’è la sindrome infiammatoria acuta? Si tratta di una risposta immunitaria del nostro corpo che innesca una vasta infiammazione corporea che può colpire alcuni organi e portare gravi conseguenze. I medici hanno spiegato che gli effetti sono simili a quelli della sindrome da choc tossico o a quella di Kawasaki. In questi casi i vasi sanguini prima si gonfiano e poi si rompono, provocando dei forti sbalzi di pressione e poi si formano degli accumuli di sangue e liquidi nei polmoni o altri organi come cuore o reni che vengono compromessi. Alcuni dei bambini in cui si è manifestata questa malattia sono risultati anche positivi al Coronavirus.

Anche in Italia ci sono stati casi sospetti, in particolare nelle zone dove il virus è più diffuso. A lanciare l’allarme è stato il professore Angelo Ravelli, pediatra e segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società italiana di pediatria, che ha riscontrato un numero maggiore di pazienti affetti dal affetti dalla malattia di Kawasaki al Gaslini di Genova, 5 casi in 4 settimane contro i 9 che si registrano solitamente in un intero anno.

Speriamo che i medici riescano a individuare le cause e soprattutto come trattare i piccoli pazienti.

Foto | Pixabay
Via | Repubblica

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