Coronavirus: scorretto sostenere che bambini non si infettano

La prudenza non è mai troppa, il presidente della SIPPS Giuseppe Di Mauro, ha precisato che è scorretto sostenere che bambini non si infettano con il Coronavirus.

Coronavirus scorretto dire bambini non si infettano

Il Coronavirus ha cambiato il nostro modo di vivere, volente o nolente dobbiamo proteggere e proteggerci e applicare tutte le regole che lo Stato ha varato per evitare che i contagi aumentino di nuovo. I bambini sono meno esposti alle complicazioni causate dal Covid-19 ma questo non vuol dire che non si infettano, che non rischiano di stare male o di contagiare gli altri. Sostenere che i bimbi non si infettino è controproducente, non è educativo e soprattutto fa abbassare la guardia in un momento in cui occorre stare molto attenti.

L’infezione da Coronavirus è nuova, la conosciamo poco e non sappiamo quali sono le conseguenze a lungo termine, se dopo essersi ammalati si diventa immuni e quanto dura l’immunità. Sappiamo che una quarantena di 15 giorni per chi ha avuto contatti con i malati dovrebbe essere sufficiente per non contagiare gli altri, ma ci sono anche casi di tamponi positivi dopo 50 giorni di quarantena. Purtroppo è tutto in divenire ed è per questo che occorre la massima prudenza, soprattutto adesso che siamo entrati nella fase 2.

Vedere i familiari, i nonni e i parenti con le mascherine è brutto, non potersi abbracciare e stringere è una forzatura, ma ogni sacrificio è fatto per un ottimo motivo: la salute di tutti noi.

Giuseppe Di Mauro, il presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha spiegato:

“Sostenere che i bambini non si infettino di Covid-19 non è un'affermazione corretta. Anzi, è pericoloso da dire alle famiglie. Confonde i genitori. I bambini si ammalano di questo virus ma fortunatamente non vanno in terapia intensiva. Nei bambini il Covid-19 compare spesso sotto forma asintomatica o con una sintomatologia lieve. Certo non sviluppano la malattia in modo grave come negli adulti, o come quegli adulti che presentano delle malattie croniche, ma non possiamo ignorare che proprio in questi giorni sono pubblicati alcuni dati su riviste scientifiche sul rischio che alcuni bambini affetti da COVID possano sviluppare la malattia di Kawasaki, complicanza temibile e che necessita di terapie importanti e rapide”.

Giuseppe Di Mauro

Nelle ultime settimane sono stati riscontrati dei casi di malattia di Kawasaki nei bambini, casi probabilmente correlati al Coronavirus e che ci dimostrano che bisogna fare attenzione e adottare tutte le misure del distanziamento sociale.

Vivere isolati è brutto per tutti, lo è per i grandi e per i bambini, ma occorre avere pazienza e rispettare le regole. Forzare la mano per la riapertura di tutto, insistere per scuole e asili, fregarsene delle regole e sottovalutare la situazione che stiamo vivendo non può che peggiorare le cose.

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