Sintomatologia sospetta per Covid-19 nei bambini: cosa fare a casa e a scuola

Esiste una sorta di procedura che i genitori, ma anche le scuole e i pediatri, devono seguire in caso ci sia il sospetto che il bambino sia positivo al covid-19.

Febbre nei bambini

Come faccio a capire se mio figlio al Covid-19? Questa è un po’ la domanda che ci stiamo facendo tutti e che affligge non solo i genitori, ma anche i docenti. Riconoscere l’infezione non è semplice, soprattutto durante l’autunno/inverno quando le infezioni respiratorie e l’influenza domineranno. Il pediatra Antonio Di Mauro ha riassunto le linee guida della FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri, per indicare a genitori e insegnati come si devono comportare in caso di sintomatologia sospetta per COVID-19 nei bambini. Ricordiamo che i sintomi possono essere febbre superiore a 37,5°C, tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia, dispnea, mialgie, rinorrea/congestione nasale.

COSA DEVONO FARE I GENITORI



  • misurare la Temperatura ogni giorno prima di portare il bambino a scuola
  • comunicare tempestivamente le assenze per motivi sanitari
  • comunicare immediatamente alla scuola se l’alunno è stato a contatto stretto con un caso confermato COVID-19 (es. convivente di un caso positivo);
  • tenere a casa il bambino in caso di sintomi sospetti per COVID-19
  • contattare il Pediatra se presenti sintomi sospetti per COVID-19 (non recarsi autonomamente all’ambulatorio o al Pronto Soccorso)

COSA DEVE FARE IL PEDIATRA DI FAMIGLIA



  • valutare clinica (triage telefonico) del caso segnalato dai genitori
  • richiedere tempestivamente il test diagnostico in caso di sintomi sospetti per COVID.19
  • se il tampone è negativo, valutare se ripeterlo dopo 2-3 giorni in base all’evoluzione clinica del caso
  • se il test risulta negativo far rientrare a scuola dopo guarigione clinica e attestazione dell’esecuzione del percorso
    comunicare eventuali “soggetti fragili” (es. bambini cronici o affetti da patologie polmonari o con
    immunodeficenza) maggiormente a rischio di complicanze da COVID

COSA DEVE FARE IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (DdP)


  • identificare le figure professionali di riferimento per il collegamento funzionale tra scuola e medici curanti

In caso di tampone positivo


  • effettuare indagine epidemiologica
  • informare, in collaborazione con il dirigente scolastico, le famiglie dei bambini/studenti individuati come contatti stretti e predisporre una informativa per gli utenti e lo staff della scuola;
  • porre i contatti stretti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato.
  • avvisare il medico curante dei contatti stretti
  • predisporre la sanificazione degli ambienti in caso di positività
  • decidere su eventuali chiusure parziali o totali della scuola
  • tamponi di controllo (due a distanza di 24 ore uno dall’altro).
  • rientro a scuola se entrambi tamponi negativi (Certificazione della ASL importante per chiudere la quarantena)
  • decidere la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.
  • sorveglianza attiva dei soggetti fragili in accordo con PLS e MMG

COSA DEVE FARE LA SCUOLA



  • In caso di sintomi insorti a scuola, isolare il bambino, assicurare il distanziamento e mantenere le mascherine nel bambino > 6 anni
  • Fare rispettare, in assenza di mascherina, l’etichetta respiratoria e il distanziamento
    Avvisare i genitori
  • Pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno è tornato a casa
  • Chiudere e sanificare le aree utilizzata da un soggetto risultato positivo nei 7 giorni precedenti
  • Comunicare al DdP i nominativi dei contatti stretti nelle 48 ore precedenti di un caso positivo
  • Comunicare al DdP se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe;

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