Sono stati mesi lunghi quelli del lockdown, soprattutto per i bambini, costretti a stare in casa. Quali sono le conseguenze? Sono state numerose da un punto di vista psicologico, così come anche la salute potrebbe farne le spese. Per esempio, le scorte di vitamina D durante l’inverno 2020-2021 sono sicuramente inferiori.

A lanciare l’allarme è il dottor Francesco Vierucci, pediatra della Struttura complessa di Pediatria dell’Ospedale San Luca di Lucca.

“Nel nostro Paese la sintesi cutanea di vitamina D diventa efficace da marzo, praticamente proprio nei tre mesi in cui quest’anno siamo stati chiusi in casa. Pertanto tutti i bambini che necessariamente sono stati meno esposti al sole meritano di fare la profilassi con vitamina D. Si tratta di una profilassi a dosaggi fisiologici giornalieri assolutamente raccomandati, per cui non è necessario andare a misurare il livello di vitamina D presente, a meno che non ci siano nei bambini dei sintomi carenziali clinici evidenti ma in questo caso è il medico a doverlo riscontare”.

Cosa devi dunque fare? La scelta più saggia è parlarne con il proprio pediatra, magari in occasione della ripresa fare una visita medica di controllo della crescita. Questa vitamina può essere collegata al Covid-19?

“I pochi studi pubblicati suggeriscono un’associazione tra carenza grave di vitamina D e peggior risoluzione della malattia. Ma non è una relazione causa-effetto, è un’associazione. Lo stato vitaminico regola l’immunità dunque è assolutamente corretta l’indicazione di cercare di garantire a tutti i soggetti i fabbisogni giornalieri di vitamina D raccomandati per età”.

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