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Cronaca

Elezioni 2013: le politiche per la famiglia proposte dal centrosinistra

Le politiche per la famiglia nel programma del centrosinistra per le elezioni 2013.

Tempo di elezioni 2013 e nel nostro caso di scandagliare i programmi politici dedicati alla famiglia e alla crescita dei nostri figli, di tutti i partiti candidati a Camera e Senato, almeno cercando di capire quello che promettono i punti cruciali di ogni gruppo o conglomerato politico.

Abbiamo già visto insieme le proposte di svolta di Rivoluzione Civile, quelle a tutta dritta del movimento 5 stelle con a capo il comico Beppe Grillo, e ancora le politiche per la famiglia del Partito della Libertà leaderato ancora una volta dall’ex premier Silvio Berlusconi, ora siamo andati a leggere e analizzare il piano di riforme sociali e per la scuola del centrosinistra, vediamole insieme.

Sul sito del Partito Democratico, in piena bufera proprio in questi giorni per il caso della banca Monte Paschi di Siena e delle accuse di Monti, e capitanato come sappiamo bene da Bersani, c’è una sezione tra i temi dedicata alla famiglia e alle politiche sociali, non molto chiara a dir la verità.

Per il tema che ci sta a cuore ovvero la famiglia al centro dell’interesse dello Stato e delle istituzioni, Cecilia Carmassi è la responsabile politiche sociali e per la famiglia del PD, e questo è quello che ha dichiarato a mezzo stampa:

I servizi per l’infanzia e per la non autosufficienza sono due componenti rilevanti di quella più complessiva rete integrata di servizi alle persone e alle famiglie di cui il paese ha bisogno per attivare relazioni umane e sociali che valorizzino le capacità di ogni cittadino.

Una politica volta a sostenerne lo sviluppo è al tempo stesso una politica di crescita economica e occupazionale, di innalzamento della qualità della vita per tutti i cittadini, di lotta alle disuguaglianze sociali, una politica che fa del welfare un motore di sviluppo economico oltre che civile.

L’obiettivo del PD nel sociale è quindi quello di cercare di risollevare una miglior soluzione di vita per tutti, incentivando gli aiuti statali a quella fasce di cittadini che sono oggi più deboli e penalizzati dalla situazione attuale italiana, che ha visto negli ultimi anni il taglio netto a numerosi incentivi pubblici di sostegno. Costruire quindi una nuova situazione di benessere per tutti i cittadini.

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ha tra gli scopi anche la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata.

In questa prospettiva, il programma del PD non ci fornisce le singole riforme ad ogni tematica sulla famiglia, ma un insieme di politiche pubbliche volte a costruire, governare e regolare i mercati dei servizi della vita sociale di tutta la società, scegliendo una lotta aperta alla povertà.

Come? Secondo il PD attraverso una rete integrata di servizi, in primo luogo servizi per l’infanzia e per sostenere i redditi bassi istituendo un più lauto assegno per i figli minori (questo aiuto in particolare sarebbe davvero utile), e costruendo un piano straordinario per l’occupazione giovanile.

Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà e quindi un ammortizzatore per il sempre più basso budget mensile delle famiglie, il PD propone di accompagnare i punti sopra citati con due altri provvedimenti che sarebbero molto interessanti se portati nella concretezza:

  • L’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che per qualunque ragione si trovano in condizioni di povertà: un reddito temporaneo erogato dall’INPS, condizionato a “prova dei mezzi” e alla partecipazione a programmi di reinserimento sociale e di ricerca attiva del lavoro organizzati da regioni e comuni.
  • Sul fronte delle spese che si gioca la partita più impegnativa. Si tratta di riorganizzare le forme di erogazione dei servizi in modo da ottenere più servizi e migliori servizi per ogni euro di spesa.

Sempre secondo la portavoce Cecilia Carnassi durante il governo di Berlusconi le famiglie si sono fatte carico della cura degli anziani non autosufficienti, come delle spese per il servizio socio-educativo dei bambini da 0 a 3 anni (in effetti l’asilo nido è una delle spese che più pesa sui genitori entrambi lavoratori!). E ingenti tagli sono stati realizzati anche alle strutture pubbliche di aiuto ai ragazzi e bambini invalidi. Per questo tra i punti programmatici del PD c’è il raggiungimento di fondi per il sostegno alle politiche sociali.

Riassumendo

Come abbiamo visto non ci sono dei punti singoli e specifici per ogni problematica della famiglia, come può essere il fatidico bonus bebè, che un attimo c’è poi non c’è, poi non si sa come ottenerlo, o la maternità per le mamme disoccupate o ancora il sostegno economico di visite e urgenze ospedaliere (sempre in forse). Anche se a dir la verità qualche proposta che davvero gioverebbe alle famiglie italiane se portata nella realtà c’è, come il rinforzo dell’assegno ai figli minori e un voucher per sostenere le spese dell’asilo nido.

Nel complesso però il centrosinistra suggerisce più un insieme di interventi di riforma generici che aprirebbero una nuova fase positiva nello sviluppo economico e sociale del paese, una fase proiettata verso la costruzione di un welfare dello sviluppo umano. Un video promo della campagna elettorale del centrosinistra è stato dedicato anche al momento del parto, ideato dall’agenzia Aldo Biasi Comunicazione e filmato da Luca Miniero, che mette anche al centro dei punti salienti delle politiche per la famiglia, l’evento più importante della vita, la nascita e la questione spinosa dei tagli cesarei fatti per ottenere incentivi dallo Stato, una problematica attuale e estremamente delicata che necessita immediatamente della massima attenzione.

Mentre sulla scuola, il PD nella persona di Bersani si è dichiarato favorevole (tramite un tweet) all’apertura delle scuole per tutto il giorno per attività didattiche, come sottolinea su Facebook anche la responsabile Scuola del Pd, Francesca Puglisi che scrive:

Il programma del Pd approvato nel 2010 propone scuole aperte tutto il giorno, tutto l’anno e per tutta la vita.

La Puglisi continua:

Le strutture scolastiche devono poter restare aperte anche nei mesi di vacanza per permettere attività di approfondimento e di recupero scolastico, di gruppo o individuale, ma anche per offrire ai ragazzi e alle ragazze opportunità per fare sport, musica, teatro. Il centrosinistra di governo lo ha anche sperimentato con risorse dedicate.

Via | PD

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