Fibrinogeno in gravidanza alto o basso, quali rischi ci sono?

E' bene tenere sotto controllo il fibrinogeno in gravidanza, perché valori troppo alti o troppo bassi rispetto a quelli normali considerati di riferimento potrebbero indicare che c'è qualcosa che non va nel nostro organismo.

Fibrinogeno in gravidanza

Durante la gravidanza è praticamente normale che i valori del fibrinogeno salgano un po' rispetto a quelli normali di riferimento: è una condizione fisiologica, che fa in modo che la quantità di questa sostanza che agisce nei processi di coagulazione del sangue e che è sintetizzato dal fegato aumenti in maniera sensibile.

Solitamente i valori di riferimento per il fibrinogeno possono variare da 200 a 400 mg/dl. Ma cosa succede quando i livelli tendono ad alzarsi e, al contrario, cosa vuol dire quando, invece, tendono ad abbassarsi rispetto ai valori che vengono ritenuti nella norma?

Livelli di fibrinogeno alti nel sangue sono causati solitamente provocati da infiammazioni in corso: le cause possono riscontrarsi in ustioni, presenza di linfomi o di nefrosi, ma possono alzarsi anche se si prendono dei contraccettivi (causa da escludere durante la gravidanza). Proprio durante la gestazione è normale un innalzamento fisiologico di questi valori, che vanno comunque tenuti sotto controllo durante i nove mesi della gravidanza. Sicuramente se i valori sono molto più alti della norma, il vostro medico potrebbe consigliarvi di fare ulteriori analisi per capire la causa di questo innalzamento e per poter attuare i trattamenti giusti per poter riportare la situazione alla normalità.

Cosa vuol dire, invece, quando i valori di fibrinogeno in gravidanza si abbassano? La paziente potrebbe essere affetta da patologie epatiche oppure potrebbe soffrire di difetti congeniti nella sintesi di questa sostanza. Il corpo, poi, potrebbe consumare troppo fibrinogeno o potremmo trovarci di fronte ad una coagulazione intravascolare disseminata.

Foto | da Flickr di frankdekleine

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