I sintomi della sifilide in gravidanza, i rischi per il feto e le cure più efficaci

Parliamo di una malattia a trasmissione sessuale comune ancora oggi, la sifilide. In gravidanza questa patologia può essere realmente pericolosa per il bambino in utero, ma quali sono i sintomi? E le cure più efficaci?

La sifilide in gravidanza può essere realmente rischiosa per la salute del feto che viene contagiato attraverso la placenta e che -se non curata- potrebbe causare nel neonato malformazioni anche gravi. Ma quali sono i sintomi di questa patologia a trasmissione sessuale? E come si può intervenire con le cure più efficaci? La sifilide è causata da un batterio chiamato Treponema pallidum, in gravidanza se viene trascurata potrebbe provocare gravi complicazioni nello sviluppo del bambino. I sintomi della sifilide in gravidanza sono molto difficili da individuare, possono comparire anche a settimane dal contagio.

Solitamente durante la prima fase della malattia, circa da dieci giorni a dopo tre mesi, possono comparire nella donna ulcere sui genitali non dolorose che scompaiono da sole e contemporaneamente un ingrossamento anomalo dei linfonodi. Poi tutto si risolve apparentemente seguito dal comparire di febbre alta e sfoghi e arrossamenti sulla pelle. Con l'avanzare della malattia, si possono manifestare sintomi come rush cutanei, negli stadi più gravi, anche dopo anni, perdita di memoria, problemi con la funzione mentale, di equilibrio, sul controllo della vescica, problemi di vista e perdita di sensibilità, in particolare negli arti. Solitamente prima di aggravarsi la malattia viene scoperta e curata.

Fortunatamente infatti la sifilide si può curare, ancora meglio se presa all'inizio quando è in fase iniziale e contagiosa. La terapia più efficace è a base di penicillina, un antibiotico che attraversa la placenta e cura anche il feto. Un dato rassicurante:

Nel 99% dei casi, un adeguato trattamento durante la gravidanza cura di solito sia la madre che il feto. In alcuni casi, comunque, la terapia tardiva in gravidanza elimina l'infezione ma non alcuni segni della sifilide che compaiono dopo la nascita.

Via | MSD Italia

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