Condilomi in gravidanza, cosa sono e quali sono i rischi

I condilomi sono una malattia a trasmissione sessuale e purtroppo si può manifestare anche in gravidanza. Ecco quindi qualche consiglio per riconoscerne i sintomi e per curarli.




I condilomi acuminati sono delle verruche anogenitali, spesso conosciute come creste di gallo, che possono essere trasmesse durante i rapporti sessuali. Purtroppo, sono considerati una conseguenza dell’infezione da papilloma virus. Come sappiamo, nel periodo della gravidanza, le donne sono maggiormente esposte alle infezioni e devono stare particolarmente attente. L’unico modo per proteggersi è prima di tutto evitare rapporti con sconosciuti e utilizzare sempre il preservativo. A volte non basta neanche questo, ma è un buon punto di partenza.

Molto spesso danno prurito, dolore, soprattutto al momento della minzione. È quindi importantissimo al primo sintomo chiedere subito un appuntamento dal ginecologo. La malattia può essere trattata con terapia farmacologica oppure con piccoli interventi di chirurgia (dal laser alla criochirugia) per la rimozione completa. Ciò che conta davanti a questa malattia, non è solo debellare le creste di gallo ma soprattutto il virus, che può essere responsabile del tumore alla cervice.

In gravidanza, ovviamente, sarà il medico a decidere quale terapia farmacologica sia più opportuna. Di solito si utilizzano prodotti a base di podofillina. La cosa più importante è la tempestività della diagnosi e quindi nel segnalare il disturbo, soprattutto se compare la febbre alta e se la zona è diventata anche molto gonfia.

Foto | Flickr

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