Papilloma virus e gravidanza, curarsi subito o aspettate il parto?

Conosciamo ormai tutti il papilloma virus perché è considerato tra i responsabili di alcune forme, gravissime, di tumore alla cervice e soprattutto perché negli ultimi anni è stato sviluppato un vaccino che sembra avere un’ottima efficacia. Cosa bisogna però fare durante la gravidanza?




Scoprire di avere il papilloma virus in gravidanza è pericoloso? Come bisogna curarsi e soprattutto è meglio farlo durante la gestazione o subito dopo la nascita del bambino? L’infezione da HPV spaventa perché, oltre a essere responsabile dello sviluppo di alcune forme tumorali, è anche alla base di alcune lesioni genitali e malattie sessuali, come i condilomi o meglio note creste di gallo.

La prima cosa fare quindi è annualmente il pap test, che va ripetuto anche durante la prima visita ginecologica in gravidanza. Se il papilloma virus è asintomatico, come succede nella maggior parte dei casi, non viene trasmesso al feto e non bisogna fare nulla. Consideriamo che il 70 percento delle persone entra in contatto con questo virus almeno una volta nella vita.

Se invece sono presenti i condilomi, il bebè potrebbe venirne in contatto durate il parto. È quindi consigliabile rimuoverli durante la gravidanza. Si può fare con diversi metodi, dalla crioterapia al laser. Alcuni medici potrebbero anche prescrivere una terapia farmacologica. La cosa importante è segnalare subito il disturbo al dottore (bruciori, dolori durante la minzione) e non sottovalutare il problema. È inutile fare il vaccino: prima cosa perché è consigliabile alle ragazze (bambine) che non hanno ancora una vita sessuale attiva e poi perché non serve se si è già infette.

Via | Flickr

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