Bocciato in prima elementare, mancano i soldi per l'insegnate di sostegno

E' stato bocciato in prima elementare perché, a seguito della separazione di mamma e papà, ha sviluppato un disturbo dell'apprendimento e la scuola non aveva i soldi per l'insegnante di sostegno.




Andare a scuola per alcuni bambini è più faticoso degli altri, soprattutto se hanno una storia personale pesante, difficoltà dell’apprendimento o un handicap. E’ per questo che esistono le insegnanti di sostegno, peccato che non in tutte le pubbliche strutture ci siano. Il motivo? Mancano i soldi. Lo dimostra la storia di un piccolo di sei anni, bocciato alle Elementari. Dopo la separazione dei suoi genitori ha mostrato un problema dell’apprendimento. Problema, allo stato iniziale, molto comune tra i bimbi.

Non è un bambino molesto, non dà fastidio ai compagni, ma non impara e soprattutto non progredisce. Inoltre, non riesce neanche a instaurare dei legami con i suoi compagni. Purtroppo l’insegnante non sa come fare: ha una classe di bambini e non può concentrarsi su un unico alunno. Servirebbe un insegnate di sostegno? Ovviamente sì. La scuola non ha i fondi a seguito della spending review scolastica firmata dall'ex ministro Mariastella Gelmini

La professoressa lo aiuta come può, ma non è sufficiente. Che cosa fa? Chiama i genitori del bimbo e riferisce il problema ma mamma e papà stanno divorziando e non hanno tempo per queste cose. Chiede l’avallo della neuropsichiatria dell’Usl di riferimento e cerca di mandare avanti le pratiche per ottenere un aiuto per il bambino. Risultato? Anche la neuropsichiatria ha subito dei tagli, di casi simili al suo è piena la sua regione (il Veneto) e deve aspettare. Arriva la fine dell’anno scolastico e il piccolo viene bocciato.

Oltre il danno, la beffa. Gli psicologi finalmente danno l’ok, ma la sentenza è la seguente:

Ha effettivamente bisogno di un sostegno, di un percorso personalizzato di apprendimento, ma ormai non ci siamo più con i tempi.

Via | Corriere

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