Le vacanze sono fatte per riposare, e invece capita di vedere i figli caricati di compiti, durante il periodo estivo, quando sono lontani dalla scuola. Le mamme sanno quanto sia dura stimolare i ragazzi a terminare i compiti quotidiani prima di uscire con gli amici per andare a fare un tuffo in piscina o di partire per una gitarella al mare. Ma i professori sono convinti che in tre mesi si possa dimenticare tutto quello per cui si è lavorato tanto nel corso della’anno scolastico, per cui è bene esercitarsi ancora.

Sul tema si è espresso il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza che nel corso di un’intervista a “Il Messaggero” si è detto contraria ai compiti per le vacanze. Per lei niente più versioni di latino o greco, funzioni matematiche e schede da compilare. Secondo il monistro è meglio tornare a come si faceva un tempo quando si assegnavano ai ragazzi testi da leggere, libri e classici di narrativa o saggi di letteratura per stimolare capacità critiche e di osservazione.

Il ministro è convinto che sia inutile che gli insegnanti “seguano pedissequamente i programmi ministeriali lasciando indietro autori e storia contemporanea”, che meglio aiutano a capire ed ad affrontare una volta adulti il mondo che li circonda. I ragazzi di oggi vedono i libri da leggere come impegni in più non come arricchimento, e maniera per imparare ad analizzare, osservare, incuriosirsi. Secondo la Carrozza compito del professore è stimolare la curiosità nei ragazzi, interessarli a compiere delle scelte:

“…un bravo insegnante è quello che stimola la curiosità e incoraggia la scelta”

Quindi perchè non preparare prima della fine dell’anno una lista di testi tra i quali i ragazzi possano scegliere le soluzioni di lettura più interessanti?

Via | Ilsole24ore

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