I giochi più belli sono quelli che non costano nulla. Se ci pensiamo, i bambini per divertirsi non hanno bisogno di avere tra le mani giocattoli costosi, o pile di videogames per la playstation.

Se ci pensiamo, il piacere ludico di un gioco semplice, gratis, magari inventato sul momento con regole pronte ad essere migliorate e anche stravolte se necessario, è superiore a quello che si può ricavare da una qualunque bambolina o robot di plastica che, alla fine, invece di stimolare la creatività, finiscono per inibirla.

Giocare per i bambini è un vero e proprio “lavoro”, un’attività impegnativa che serve per apprendere, per relazionarsi con i coetanei o con gli adulti, per crescere, insomma. Ecco perché è bello, qualche volta, che anche le mamme e i papà smettano i loro panni da “grandi” e ritornino bimbi con i loro bimbi, ritrovando il sano divertimento di… mettersi in gioco, è il caso di dirlo!

Come si fa a inventare un gioco che non costi nulla, magari da fare all’aria aperta, o, se le idee latitano, quali possono essere gli spunti giusti da provare, magari in un soleggiato pomeriggio estivo o mentre fuori piove? La prima distinzione è, appunto, legata alla location. Nella bella stagione possiamo recarci in un ambiente naturale, come può essere un parco, o la spiaggia, e farci ispirare da ciò che ci circonda. Se siamo al mare via libera alle creazioni con la sabbia da fare insieme, anche senza formine o secchiello, solo usando le mani e l’inventiva.

Se siamo in campagna o all’aperto, un gioco divertentissimo è il classico “1, 2,3 stella… “, o “le belle statuine”, perfetti se siamo almeno un bel gruppetto di partecipanti. Lo stesso dicasi per un altro evergreen: il gioco del fazzoletto. Esistono, però, anche dei giochi più tranquilli, da fare magari in casa quando il tempo è poco propizio per uscire, oppure in macchina durante i viaggi.

Uno di questi è il gioco delle associazioni, che tra l’altro stimola moltissimo il linguaggio, la memoria e la logica dei bambini. si comincia con una parola a caso e poi ognuno deve associarla ad un’altra che sia coerente con la prima. Ad esempio se iniziamo con la parola cane, la seconda potrebbe essere gatto, ma anche cuccia, morso, osso eccetera. Sempre su questo tenore anche il “gioco della parole che inizano per…”, in cui si cerca di elencare nel minor tempo possibile tutti i vocaboli che vengono in mente e che comincino con la stessa lettera, oppure, una variante, che comincino con l’ultima lettera della parola precedente.

In casa può essere creativo stimolare i bambini a giocare al “negozio”, o alla “cucina” senza giocattoli, semplicemente usando quello che trovano in casa di vecchio e di usato. Divertente anche il “gioco dei mestieri“, e in generale tutti i giochi “di mimi“, in cui si debba appunto mimare con il corpo un’azione o un sostantivo associato ad una professione, ma anche ad un film (in questo caso si dovrà indovinare il titolo) o ad un oggetto della casa. E che dire di “nascondino”? Più divertente ed economico di così…

Foto| via Pinterest

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