La carenza iodica in gravidanza, i sintomi e quali integratori assumere

La carenza iodica in gravidanza può provocare diversi problemini. Tutte cose risolvibili identificando immediatamente i sintomi e soprattutto curando la propria dieta e aiutandosi con qualche integratore.




La carenza iodica in gravidanza, secondo un recentissimo studio pubblicato su Lancet, può causare un deficit intellettivo nel bambino e un QI (il quoziente intellettivo) più basso rispetto alla norma.
E’ ovvio che creare allarmismi non è mai un buon metodo di informare, ma è anche giusto che le donne in attesa siano sensibilizzate sull’importanza della loro dieta nei novi mesi gestazionali.

Per evitare carenze, quindi è necessario mangiare soprattutto il pesce (tonno, merluzzo, sgombro), le uova, la carne, i derivati del latte, ma anche i cereali e frutta e verdura.
Un altro prezioso alimento, forse il più ricco di tutti, sono le alghe. Non bisogna esagerare, perché ricordiamo che lo iodio influenza la tiroide e il metabolismo e assumerne in eccesso può essere controproducente.

Fate però il pieno di cavoli, cipolle, crescione, ravanello, rucola, senape e noci.
Seguendo una dieta equilibrata non c’è alcuna necessità di prendere degli integratori. Sarà comunque il vostro medico a decidere che cosa sia meglio, verificando i valori e i sintomi (in caso di gozzo). Le dosi consigliate sono 150 mcg e, per la donna, 200 mcg durante l'allattamento e 175 mcg in gravidanza. Potreste prendere del sale da tavola (cloruro di sodio) integrato con iodio per almeno 2/3 dell'uso totale.

Foto | Flickr

Via | Corriere

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