La mononucleosi nei bambini: i sintomi e le cure più efficaci

La mononucleosi è conosciuta come la malattia del bacio, perché si trasmette soprattutto con lo scambio di saliva, anche involontario. I bambini possono essere contagiati proprio come gli adulti. Quali sono i sintomi e quali sono le cure più efficaci?


La mononucleosi è causa dal virus di “Epstein Barr” (EBV). In linea di massima, questa malattia – molto infettiva – si manifesta con la stessa sintomatologia sia negli adulti sia nei bambini. Per i piccoli, l’esordio è di solito un po’ più rapido e brusco: febbre alta, malessere, mal di testa, debolezza, mal di gola, accompagnato da placche e soprattutto linfonodi ingrossati, nella zona del collo e in alcuni casi anche inguine e ascelle.

È una malattia aggressiva, ma si guarisce completamente. Soprattutto i bambini hanno ottimi recuperi. Certo, è necessario dare il tempo ai farmaci di agire. Per individuare la presenza del virus EBV è bene fare un tampone faringeo. Il pediatra dovrebbe poi consigliare un bell’emocromo completo. Una volta avuti gli esiti, la cura consiste nell’assumere antipiretici, per abbassare la febbre e un farmaco al cortisone, che dovrebbe risolvere l’infiammazione.

Gli antibiotici spesso non sono efficaci e si rischia di sovraccaricare il piccolo inutilmente. Il bambino ha inoltre bisogno di riposo e di dormire: il suo corpo deve sconfiggere il virus e non deve disperdere energie. Quanto può durare l’infezione da mononucleosi: il tempo può variare dai 15 ai 30 giorni per una completa guarigione. Nelle settimane successive il piccolo potrebbe comunque essere un po’ stanco: aiutatelo con un’alimentazione ricca di vitamine e magari, su prescrizione medica, un ricostituente.

Foto | Pinterest

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