Asili nido, 11 mila nuovi posti tagliando le Province

Scarseggiano i posti all’asilo nido in Italia. Una realtà che i genitori conoscono bene e che potrebbe essere risolta, almeno in parte, con il taglio delle Province.



Asilo nido vs Province. C’è questo sul tavolo del ministero degli Affari regionali. Si tratta di un tema molto caro alle famiglie e ai contribuenti. Sono mesi, se non anni, che si discute sul ruolo e sul costo delle Province. Ora un nuovo dossier dimostra che tagliando gli enti si possono ricavare 11.300 posti nuovi (e quindi in più) negli asili nido. Per la serie carta canta e soprattutto per una volta si dà un reale valore numerico a un progetto che sembra non voler o poter trovar forma.

Non sarà certamente così facile tagliare la spesa pubblica in questo settore per far respirare le famiglie. C’è chi, infatti (il partito delle Province) sostiene che il taglio produrrebbe solo un aumento dei costi e sta lavorando per allungare i tempi della legge del ministro Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia, rimandando la questione di almeno 5 anni. Dall’altra invece, conti alla mano, sono emersi rispari pari a 113 milioni e 630 mila euro per le sole indennità di 4.200 politici provinciali, ovvero l’equivalente di 11.300 nuovi posti all’asilo nido.

Nel dossier però si parla di altri risparmi ancora, per esempio, 2,3 miliardi di spese correnti. Certo, di questi più del 40 percento riguarda il personale, che però dovrebbero essere ricollocati in altri enti, perché le province non dovrebbero scomparire completamente ma trasformarsi (o almeno cambiare nome). Altri risparmi sono ben elencati nel dossier e nell’articolo del Corriere della Sera di oggi. In realtà, quello che ci interessa su Bebeblog è proprio la possibilità di creare migliori servizi alla famiglia: posti all’asilo nido sono sinonimo di risparmio della spesa per i genitori, minore disoccupazione femminile e soprattutto di una forza lavoro più efficiente e desiderosa di investire nel Paese e nel futuro.

Via | Corriere
Foto | Flickr

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